Cosa significa davvero “giustizia”?
È solo una questione di regole e punizioni, o può diventare un’esperienza interiore, una via di trasformazione?
Ne Il libro della giustizia, Andrea Panatta torna a dialogare con i suoi maestri invisibili, in un viaggio profondo e vibrante che attraversa dolore, senso di colpa, perdono e risveglio.
Dopo Il libro della grandezza, Panatta ci conduce in un nuovo percorso di esplorazione spirituale, nato in un tempo di isolamento e crisi globale: il lockdown, la perdita della madre, le tensioni familiari e il senso di ingiustizia diventano il terreno fertile per interrogarsi sul significato più autentico della giustizia.
Attraverso visioni, conversazioni con i maestri invisibili e riflessioni intense, ci invita a guardare oltre le apparenze, a riconoscere il potere del “Dio interiore” e a lasciarci guidare da quella voce silenziosa che abita in ciascuno di noi.
Questo libro non offre risposte facili, né soluzioni dogmatiche, ma è un invito a lasciar andare le narrazioni del passato, a smettere di cercare maestri esterni e a riconoscere la propria regalità interiore.
Pagine intime, evocative e profondamente umane, in cui il singolo ha l’opportunità di rispecchiarsi e ritrovarsi nel collettivo, superando il senso di solitudine e nel rispetto della sua unicità.
È un testo che vibra, che interroga, che risveglia, e che a ogni lettura – e rilettura – svela nuovi significati, porta nuovi messaggi, regala nuove intuizioni accompagnandoci sempre più vicino al nucleo più profondo di noi stessi.