«Tutto è cominciato il giorno in cui mio marito ed io stavamo cercando un posto in cui staccare per un po’ […]. Allora abbiamo preso una cartina e puntato il dito “a caso”». Questo è l’inizio della storia che ha portato Joyce a incontrare nel 1991 Anastasia Geng, una dolce signora lettone creatrice delle Danze dei Fiori di Bach. Joyce intuì subito quanto potere trasformativo avessero quelle danze e decise di portarle in Italia. Nel 1992 iniziò ad organizzare delle serate, poi dei fine settimana e infine dei corsi di formazione.
Le Danze dei Fiori di Bach si inseriscono nel percorso di chi usa la danza e il movimento come strumento terapeutico o di crescita spirituale, perché consentono di collegare corpo-anima-spirito, per entrare in contatto con il proprio Io più profondo.
Per ciascuno dei 38 Fiori di Bach esiste una danza, che corrisponde alla forza curativa e all’energia armonizzante del fiore.
Come i fiori, anche le danze ci accompagnano in tutte le fasi della vita. Non è difficile imparare i passi collegati alle danze, l’importante però è dare senso ad ogni movimento, esprimersi con il cuore e non solo con il corpo.
Così ogni passo, ogni gesto è una scoperta ricca di significati. Si danza quasi sempre in cerchio, lavorando con l’energia prodotta dal gruppo, ma a volte si danza anche da soli, perché ci sono momenti nella vita in cui possiamo contare solo sulle nostre forze.
Le melodie, a volte più veloci a volte più lente, accompagnano i danzatori nel ricreare forme antichissime come il cerchio, la spirale, le stelle, il simbolo dell’infinito e così via. Il racconto dell’esperienza dell’autrice è integrato nel testo dai contributi di allieve, floriterapeute e medici, che hanno voluto dare la loro testimonianza sul vissuto interiore prodotto dalle danze.