Il silenzio è l'eloquenza della sapienza
Samael Aun Weor
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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
Continua...
Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
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PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
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CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
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MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
di Beppe Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L'emissione di Co2 è punita con l'assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all'Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Continua...
FARE PACE CON IL PIANETA
FARE PACE CON IL PIANETA
di Satish Kumar

In India esistono quattro religioni principali che sono originarie del paese: Induismo, Buddhismo, Sikhismo e Jainismo. Ci sono anche quattro religioni importanti che sono venute dall’estero, ma hanno dato contributi significativi alla vita degli Indiani: Cristianesimo, Islam, Zoroastrismo – la religione dei Parsi – ed Ebraismo. Tra queste otto religioni, i Jainisti sono probabilmente i meno conosciuti. Ci sono solo circa 4 milioni di Jainisti in tutto il mondo e la maggior parte vive in India.
Il principio più elevato e più profondo del Jainismo è la nonviolenza (Ahimsa). È il principio totale e integrale di non violenza in pensiero, parola e azione. Questo significa non violenza verso se stessi, non violenza verso gli altri e non violenza verso la Natura. Naturalmente i Jainisti si rendono conto che una completa non violenza non è possibile, ma ciò che ci viene richiesto è di essere consapevoli delle nostre attività mentali, verbali e fisiche al fine di ridurre al minimo ogni danno che potremmo arrecare a noi stessi o agli altri esseri viventi.
Questa costante consapevolezza è la chiave per potere aumentare al massimo la compassione e ridurre al minimo il far del male. Continua...
VACCINI E DISOBBEDIENZA CIVILE
VACCINI E DISOBBEDIENZA CIVILE


di Emanuela Lorenzi

La vaccinazione è una pratica barbara e una delle più fatali correnti deliranti del nostro tempo. Gli obiettori di coscienza alle vaccinazioni devono difendere le loro convinzioni, a costo di farlo da soli contro il mondo intero. (Mahatma Gandhi
Non è un caso che alle soglie delle elezioni il tema vaccini sia tornato alla ribalta: in quanto unico movimento di sollevazione non pilotato dal Deep State versione stelline-striscianti nostrane perché interiore e inesorabile cammino verso la verità, la battaglia civile per la libertà di cura è diventata l’invisibile e friabile terreno sul quale si vogliono muovere le marionette nello stanco proscenio delle promesse pre-voto, oscenamente grossolane quanto lo sheeple ignorante che degrada sempre più nell’alfabetismo funzionale e morale, totalmente incapace di discernere il lato chiaro dal lato oscuro, per dirla alla Lucas, il cosmos dal caos. I soldati dai bambini. Entrambi carne da sacrificare alle fauci dell’impero.
Qualche tempo fa chiudevo un articolo ispirato alla obiezione di coscienza con queste parole: Se la Corte Costituzionale non dichiarerà illegittima la criminale, incostituzionale, ascientifica, liberticida e violenta Legge 119/2017 sulla coercizione vaccinale imposta da GHSA, GAVI, AIFA (tutte istituzioni che hanno a cuore la popolazione… per ammalarla e ridurla 5 secondo il programma CEPI della Gates Foundation presentato all’ultimo World Economic Forum di Davos), e in ultima anzi prima istanza da una OMS che ha appena premiato il suo alfiere italico Ranieri Guerra con la nomina ad “Assistant Director General per le iniziative speciali” (per il lavoro ben svolto per conto della Glaxo Smith Kline)  allora, se questo è un paese civile, dovrà esserci una Rivoluzione. Altrimenti non ci resterà che piangere, o rileggere don Milani. Continua...

COSA E' IL DRAGON DREAMING
COSA E' IL DRAGON DREAMING
Per creare la nostra realtà noi abbiamo sempre cooperato, anche se spesso non siamo stati consapevoli di questo. L'umanità costituisce una forza direzionale di crescita nell'ambito delle forze dell'evoluzione, ma per adempiere completamente a questa potenzialità ha bisogno di trovare la sua strada fuori dell'attuale crisi globale. Nessun altro farà questo per noi. Per trovare una soluzione dobbiamo imparare a includere il “Tutto” nella nostra consapevolezza amorevole, e questa non è davvero una piccola cosa. La situazione attuale d'altra parte è un incentivo per la crescita interiore verso un livello più profondo di empatia e volontà di investire noi stessi e gli altri della capacità di lavorare per la vita stessa.

“Non puoi seguire questa traccia da solo ma solo tu puoi seguirla”, cantano gli Zapatisti del Messico. Come possiamo collegare integrità politica e intelligenza in direzioni dall'alto verso il basso con una cooperazione attiva nella creazione della realtà, proveniente da iniziative di crescita dal basso verso l'alto? Come possono iniziative dal basso autonomamente organizzate collaborare allargandosi continuamente per trasformare le nostre società? Come possono gli individui con le loro capacità rafforzare il potere delle organizzazioni e progettare di essere una parte di un tutto senza che una cosa comporti la perdita dell'altra? Continua...
ONG UMANITARIE: SOROS
E LA CRISI EUROPEA DEI RIFUGIATI

ONG UMANITARIE: SOROS <br>E LA CRISI EUROPEA DEI RIFUGIATI


di Maria Grazia Bruzzone

Nel panorama frastagliato delle Ong umanitarie che abbiamo delineato nei post precedenti, già emergeva il ruolo centrale del controverso magnate, finanziere e ‘filantropo’ americano di origini ungheresi George Soros, e della sterminata rete di Ong che fanno capo alla sua Open Society Foundations – OSF basata a New York, con le sue varie diramazioni che si estendono in 37 paesi.
Attiva dal 1983 come Soros Foundation in Ungheria e presto nell’Europa Centrale e Orientale per ‘aiutare a uscire dal comunismo e diffondere ideee anti-totalitarie e capitaliste’, diventa Open Society nel 1993 ma solo nel 2010 Open Society Foundations che raggruppa tutte le fondazioni nel frattempo sparse nel mondo, enorme rete a sostegno dei Democratici in patria e di una globalizzazione economica e politica, liberista, ‘imperiale’ e anti-Russa nel mondo - ben oltre la “ Open Society and its Enemies”, il libro di Karl Popper del 1945 dal quale si è ispirato il suo nome.
Negli Usa la vasta rete dell’OSF funziona da supporto al partito Democratico e alla sua politica. Nel resto del mondo, con l'appoggio del Dipartimento di Stato e di organismi bipartisan come NED-National Endowment for Democracy e USAID (braccio pubblico della CIA) ha un ruolo centrale nel supportare la politica estera americana, fino al sostegno di ‘rivoluzioni colorate’ e regime change. Clamoroso il caso dell’Ucraina
La sua estensione in Europa, l’Open Society Policy Institute di cui abbiamo parlato nel post n.2, programmaticamente si propone di “ influenzare e dare forma alle politiche dell’Unione Europea per assicurare che i valori della società aperta siano al cuore dell’azione dell’UE, sia all’interno che all’esterno dei suoi confini” . Aperta anche all’immigrazione, centrale negli obiettivi e nelle azioni dell’ OSF e delle sue Ong . Umanitarie, ma fino a un certo punto. Obiettivi umanitari, politici e economici si intrecciano.  Continua ...

LA POVERA CASA DELLE DONNE DI ROMA
LA POVERA CASA DELLE DONNE DI ROMA

di Maurizio Di Gregorio

La vicenda della Casa delle Donne si Roma è un caso esemplare di cui si parla in questi giorni. La giunta Raggi, (come già la precedente giunta Marino) aveva chiesto che fossero pagati i fitti agevolati degli ultimi 10 anni (per un totale di 880.000 euro) ma si è trovata  davanti il consorzio  di gestione  della Casa delle Donne che ha cercato di continuare a fare quel che fa da sempre: non pagare.
 Dopo due anni di trattativa e dopo che all’ennesima richiesta comunale di pagamento dei fitti arretrati veniva risposto chiedendo addirittura l’assegnazione gratuita del Palazzo ove si trova il centro, la Giunta Raggi decide di affrontare la questione di petto: avoca a sé la gestione dell’ immobile della Casa delle Donna, predisponendo con delibera comunale il reintegro del bene comunale tra le disponibilità dell’amministrazione con l’intenzione di intervenire direttamente in un progetto complessivo comunale di servizi rivolti alle donne e articolato anche nelle zone di periferia.
 Cioè prende atto del fallimento del progetto Casa delle Donne ed interviene con un piano di riassegnazione degli spazi aperto anche alle associazioni attualmente ospitate dalla struttura ma anche alle altre. Con regolari Bandi di Concorso. Un voltare pagina ed un ritorno alla legalità.
 Apriti Cielo: il consorzio Casa delle Donne diffonde alcuni comunicati ed un volantino in cui proclama la  Guerra Santa contro il Comune che vuole sfrattare la Povera Casa delle Donne.
 Inizia anche la solita raccolta di firme di solidarietà e si giunge persino ad una manifestazione sotto il Comune di alcune centinaia di donne tra cui spicca la presenza gongolante di alcune ministre del PD come Marianna Madia, l’immancabile Laura Boldrini, Veronica Pivetti ed altre. Loredana De Petris e Fassina (Leu). Nei Social si sprecano i commenti anti5stelle e si diffondono le classiche dichiarazioni di solidarietà. Continua...
 
KENNEDY E I PERICOLI DEI VACCINI
KENNEDY E I PERICOLI DEI VACCINI

di Team FioriGialli

Cosa sta succedendo in America intorno ai Vaccini? Qualcosa sicuramente ma non possiamo stabilire ancora esattamente cosa. All'inizio di gennaio la stampa italiana ha riportato, sia pur in secondo piano e pochi se ne sono accorti,  la formazione negli Stati Uniti di una commissione nazionale sulla sicurezza dei vaccini. Ebbene il presidente Trump chi pensate che abbia nominato come responsabile di questa commissione? Godzilla? Avete sbagliato, Trump ha nominato presidente della commissione nazionale americana sulla sicurezza dei vaccini Robert F. Kennedy Jr. - figlio di Bob e nipote del presidente assassinato a Dallas, ambientalista ed autore di diversi libri e convinto assertore del legame tra vaccini e autismo infantile. Altre notizie che riportiamo qui di seguito richiedono attenzione a quello che sta succedendo.

Da Repubblica 11-01-2018NEW YORK - È un ‘crociato’ anti-vaccini ed ha un nome che tutti conoscono. Robert F. Kennedy Jr. - figlio di Bob e nipote del presidente assassinato a Dallas - è l’uomo scelto da Donald Trump per guidare la commissione che il nuovo presidente vuole creare per "indagare sulla sicurezza" dei vaccini. Robert F. Kennedy Jr. è noto (oltre che per il nome che porta) anche come attivista sull’ambiente, per il suo programma radio (Ring of Fire) e per diversi libri per bambini che ha scritto. Negli ultimi tempi si è però concentrato sulla questione dei vaccini, nella (sua) convinzione, contro ogni logica scientifica, che siano collegati all’autismo. Continua...
MILITARI MORTI PER VACCINI:
I DATI DELLA COMMISSIONE

MILITARI MORTI PER VACCINI:<BR>  I DATI DELLA COMMISSIONE


di Fabio Di Matteo, 9 febbraio alle ore 22:32

"I MILITARI SONO MORTI PER L'URANIO" Ma la relazione finale di 4 anni di inchiesta parlamentare, parla per la maggior parte del testo di morti da VACCINAZIONE. I giornali e i telegiornali? Omissione totale della notizia. Ci ho messo 48 ore a digerire la botta. Ora è tempo di scrivere 2 righe. Il fatto quotidiano e dozzine di altre testate on-line hanno dato la notizia l'altro-ieri: ad ammalare e uccidere le migliaia di militari è stato l'uranio impoverito. Il governo sapeva, ma ha taciuto. Ma da dove esce questa notizia? La notizia esce dal fatto che l'altro ieri, alla Camera, è stata presentata la relazione definitiva della commissione di inchiesta sulle morti dei militari italiani, dopo oltre 4 anni di studi e perizie mediche. La Commissione è formata da 30 parlamentari e diversi team scientifici e governativi di altissima caratura nazionale, i quali hanno fornito il supporto medico e tecnico nell'analisi dei decessi e delle patologie gravi che hanno devastato interi battaglioni di militari italiani (inizialmente ipotizzate derivanti dalla presenza dell'uranio).

Consiglio vivamente la lettura integrale che, benché lunga, risulta incredibile nei termini in cui viene attribuita la causa delle patologie cancerose alle vaccinazioni multiple, eseguite con gli stessi vaccini in uso pediatrico. Risparmio ogni parere personale (per quanto difficile), e riporto virgolettato il testo della relazione integrale. Continua...

L'IPOTESI GAIA - LA TERRA
L'IPOTESI GAIA - LA TERRA di Stefano Fusi

Oggi la scienza, con il contributo decisivo dell'ecologia, è arrivata a ripensare in termini completamente nuovi -ma insieme antichissimi- la struttura stessa del mondo in cui viviamo. Una caratteristica basilare dell'ecologia è l'interdisciplinarietà: una scienza trasversale, che lega fra loro tutte le scienze della natura e dell'uomo. Prendendo a modello la natura stessa, in cui tutti i fenomeni sono legati indissolubilmente. La settorializzazione del sapere è ormai superata concettualmente, anche se sembra trionfante sul piano pratico. Per andare avanti, l'ecologia è tornata alle radici, si è ricollegata a visioni del mondo che erano ritenute primitive, oscurantiste, curiosità antropologiche; o che semplicemente erano ignorate. Ha riformulato il senso del nostro essere nel mondo: all'antropocentrismo ha sostituito il biocentrismo. Antropocentrismo e biocentrismo. Sono due termini chiave per comprendere le implicazioni dell'ecologia. Mettere al centro dell'universo l'Uomo (un astratto Uomo con la U maiuscola) significa contraddire una banale realtà: senza le piante, gli animali, l'aria, l'acqua, noi uomini non esisteremmo neppure. È un delirio di onnipotenza. Un eccesso di presunzione.
Continua...
IL MOVIMENTO FEMMINISTA E LA CIA
IL MOVIMENTO FEMMINISTA E LA CIA

di  FioriGialli Dossier

Guardate questa donna. Il suo nome è Gloria Steinem. Nel 1996 Nancy Friday, nota femminista americana, pubblicò un libro The Power of Beauty (in Italia ripubblicato l'anno seguente da Corbaccio con il titolo Il Potere della Bellezza) che ebbe un certo successo internazionale ma fu poi ben presto ignorato dalla scena culturale femminista. E continuando a leggere ne comprenderete il perché.
Nelle sue 650 pagine Nancy Friday illustrava con rigore e partecipazione di vita vissuta molte delle tematiche e problematiche interne al movimento delle donne  tra cui in particolare il rapporto femminile con la bellezza, il sesso e le relazioni con gli uomini e descrive l'ascesa fulminante di Gloria Steinem alla leadership del movimento femminista americano succedendo a Betty Friedan. Questa nuova leadership portò ad un nuovo tipo di femminismo (separatista) in cui si sarebbe passati dal tema dell'uguaglianza tra uomini e donne al tema esclusivo dei diritti delle donne  portando alla metà degli anni '70 alla posizione di rifiuto dell'affido congiunto dei figli nelle cause di separazione familiari, cosa che provocò il definitivo allontanamento degli uomini dai movimenti di liberazione della donna (come Lawrence Farrell) e porterà poi alla attuale mentalità vittimistica (come oggi nel pervertito #metoo). Bene oggi si sa che Gloria Steinem lavorava per la Cia (e lo ha confermato lei stessa) ... Continua...
AUTO-STOP
AUTO-STOP di Ivan Illich

Questo avvertimento sotto forma di racconto morale si presenta come un'esperienza mentale: immaginate una legge che proibisca a chiunque di guidare se non diventa autista di taxi. 0Gni veicolo è allora equipaggiato di un lettore di carte di credito con una fessura per ogni sedia del veicolo. Il guidatore si deve fermare e far salire i passeggeri che aspettano alle postazioni dei taxi finché resta una sedia libera. Il ragionamento è presentato in modo da mettere tra parentesi epistemiche la proposta sviluppata nel 1973 in Energia ed Equità. Per vent'anni, ho sostenuto che l'equità esige che fissino dei limiti alla massima velocità di tutti i mezzi di trasporto per evitare il monopolio assoluto delle ruote sulla locomozione. La sfida in gioco, qui, è molto meno fondamentale: l'integrazione effettiva del materiale esistente con i piedi che camminano o pedalano. Questo saggio è stato largamente tradotto e riedito. Per quanto ne so , da nessuna parte ha portato a una concreta applicazione. A più riprese, pertanto, ha raggiunto il suo obiettivo proncipale: portare i lettori a prendere coscienza della loro immaginazione mutilata, della loro prigionia mentale.
Continua...   
L'ASPETTO NEGATIVO DELLA DIFFUSIONE DEL NULLA
L'ASPETTO NEGATIVO DELLA DIFFUSIONE DEL NULLA
di George Ritzer


Si possono di certo elencare molti altri vantaggi del nulla e ampliare enormemente la lista a mano a mano che si procede, ma quanto detto è sufficiente per sostenere che esistono senza dubbio valide ragioni per la proliferazione del nulla. Tuttavia, poiché la maggioranza dei consumatori e molti studiosi esaltano le virtù di numerose forme di nulla, è importante passare a un'analisi degli aspetti negativi della sua diffusione. La critica più importante alla diffusione del nulla in tutto il globo è che, poiché tende a invadere inesorabilmente tutti gli angoli e le nicchie occupati dal qualcosa, in molti casi quest'ultimo ha sempre meno spazio. Con l'esplosione di non-luoghi, non-cose, non-persone e non-servizi resta sempre meno posto per luoghi, cose, persone e servizi. Viviamo in un mondo in cui si riduce vieppiù il qualcosa nelle sue tante forme. Si prenda il caso di Ikea. Continua...
L'INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL MONDO
L'INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL MONDO da un discorso di Cristovao Chico Buarque

Durante un dibattito nell'università degli Stati Uniti, è stato chiesto all'ex governatore del Distretto Federale e attuale Ministro dell'educazione del Brasile, Cristovao Chico Buarque, cosa pensava rispetto all'internazionalizzazione dell'Amazzonia. Un americano ha introdotto la domanda, dicendo che si aspettava una risposta da umanista e non da brasiliano. Questa è stata la risposta del sig. Cristovao Buarque
: In realtà, come brasiliano, potrei parlare solo contro l'internazionalizzazione dell'Amazzonia. Anche se i nostri governi non curano abbastanza questo patrimonio, l'Amazzonia è nostra. Come umanista, sentendo il rischio della degradazione ambientale che soffre l'Amazzonia, posso immaginare la sua internazionalizzazione, come anche quella di tutto ciò che è di grande importanza per l'umanità. Se l'Amazzonia, per un'etica umanista, dev'essere internazionalizzata, internazionalizziamo anche le riserve di petrolio del mondo intero.Mi piacerebbe anche che prima dell'Amazzonia venissero internazionalizzati i grandi musei del mondo. Il Louvre non dovrebbe appartenere solo alla Francia. Ogni museo del mondo è guardiano di pezzi bellissimi prodotti dal genio umano.
Continua...
PERCHE' ODIAMO LA NATURA
PERCHE' ODIAMO LA NATURA

di Max Strata

L'essere umano odia la Natura ? E' una domanda che è legittimo porsi considerando la grave crisi ecologica planetaria che investe questo periodo storico e che non ha precedenti, in quanto provocata dall'azione della nostra specie. Prima di tutto, vediamo alcune definizioni del termine Natura come contenute in quattro dizionari della lingua italiana. (...) Si tratta di definizioni non univoche ma dalle quali emergono con chiarezza i termini e i concetti di ordine, leggi, principi, in modo del tutto simile a quanto avviene per i principali dizionari, inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, ecc...  Si riconosce dunque che quando si parla di Natura si ha a che fare con qualcosa di sovraordinato, di immanente, di precostituito, con qualcosa che ci precede e che ci seguirà, che ci irretisce in dinamiche dalle quali non si può prescindere. Dato questo presupposto, risulta significativa la circostanza per cui l'idea di una Natura associata a Dio o di una Natura comunque oggetto di contemplazione spirituale, appare, quando appare, solo nelle note che seguono la definizione principale, finendo spesso per essere relegata in un paragrafo dedicato alla teologia. E' chiaro che il significato delle parole si aggiorna con il mutare dei tempi e nel nostro caso, ciò che emerge è che nella cultura del mondo occidentale contemporaneo la concezione della Natura assume la connotazione di un sistema complesso e autoregolato ma svincolato da ogni concezione non strettamente materialistica. Continua...
IMMIGRAZIONE:
Riflessioni ad ampio raggio - PARTE 1

IMMIGRAZIONE:<br>Riflessioni ad ampio raggio - PARTE 1
 
di Manuel Olivares

Questo articolo vuole essere il primo di una speciale trilogia in merito al fenomeno,  di grande e grave attualità, dell’immigrazione. Stando ai dati UNHCR, dal gennaio di quest’anno sono giunti, in Italia, quasi centomila migranti, la maggior parte dei quali da Nigeria (quasi il 15%), Costa d’Avorio (9%) e Bangladesh (8.6%). È una situazione che desta non poca preoccupazione a vari livelli, dal cosiddetto uomo della strada ai vertici di governo.
Questo non può non indurre alcune, necessarie riflessioni ed il tentativo ─ spero non troppo maldestro ─ di una ricostruzione storica di quelli che sono stati, soprattutto a partire dal secolo scorso, i rapporti tra il cosiddetto mondo in via di sviluppo e l’Occidente che, come vedremo, non si è distinto per correttezza e lealtà politica.
Senza moralismo o buonismo direi sia il caso di farci un bell’esame di coscienza, elaborando una griglia storica di riferimento che possa essere di aiuto nella comprensione del nostro contemporaneo e, al contempo, un chiaro, possibile riferimento per le scelte etiche e politiche a venire (di cui la società civile potrà essere, in un modo o nell’altro, compartecipe).
Tra i filoni di ricerca cui si dovrebbe lavorare non può non essere menzionato quello relativo al ruolo dei nostri progenitori europei nel fatale depauperamento dell’Africa (da cui provengono, attualmente, la maggiorparte dei migranti), a partire dalla tratta atlantica degli schiavi — e dal conseguente olocausto africano (maafa in swahili: grande tragedia) — la più imponente deportazione della storia. (Continua...)
UNA TERRA UNA UMANITA' UN FUTURO
UNA TERRA UNA UMANITA' UN FUTURO

di Satish Kumar
 
Sostituire la vecchia storia della separazione con la nuova storia dell’unità e sposare il radicalismo radicale è l’ imperativo dei nostri giorni. La separazione - l’idea che le cose viventi esistano individualmente, isolate le une dalle altre – è stata una storia dominante per molti secoli. Questo approccio intellettuale, persino ideologico, alla vita, occasionalmente ha il suo valore, ma i suoi limiti, in effetti i suoi danni, diventano sempre più evidenti.  
Il primo, e più ovvio, è la separazione che esso implica tra umani e Natura. Siamo arrivati a pensare che la Natura sia qualcosa di esterno; che le colline, i fiumi, gli oceani, le foreste, gli animali e gli uccelli siano Natura, una cosa distinta dagli esseri umani e dalle nostre azioni. Questa definizione sostiene e addirittura legittima l’idea che il mondo naturale sia a noi subordinato e che esista per soddisfare i nostri bisogni.    Seguendo tali idee di separazione, lo scopo di molta parte di scienza, tecnologia, industria ed economia è perciò diventato quello di conquistare la Natura e di utilizzarla per soddisfare gli umani bisogni e, fin troppo spesso, l’umana avidità. Pertanto possiamo fare alla Natura quello che ci pare (...) Secondo questo modo di vedere la Natura non ha anima, non ha spirito, non ha intelligenza, non ha memoria. La Natura è inanimata.
Ma se andiamo al suo significato originario, ci accorgiamo subito che la parola ‘natura’ vuol dire semplicemente ‘nascita’. ‘Natale’, ‘natività’, ‘natura’, hanno tutte la stessa radice. Ogni cosa che è nata è Natura. Noi esseri umani siamo nati, o no? Continua...
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 1
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 1 A.a.V.v. Resurgence Book
se vuoi comprarlo
  
Questo libro raccoglie una serie di straordinari articoli, raccolti in due volumi, della prestigiosa rivista internazionale Resurgence che celebra la pubblicazione del 200° numero. Cos’è Resurgence? È una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un’era che unirà la terra, il sé e la società. Resurgence ci parla della fondamentale distruttività della globalizzazione economica; il bisogno di “un’economia come se la gente contasse qualcosa”, l’importanza del rapporto umano, la spiritualità, la ruralità, la nonviolenza e il Terzo Mondo. Una visione in cui natura, società, spiritualità sono parti integranti l’uno dell’altra. Nel corso della vita possiamo imparare a riconoscere i problemi del mondo e possiamo imparare ad affrontare anche i quesiti più profondi della nostra esistenza, ma dovremmo anche imparare a riconoscere il legame imprescindibile tra noi e il mondo.
Continua...
IL 70% DEGLI ITALIANI E' ANALFABETA
(legge, guarda, ascolta, ma non capisce)

IL 70% DEGLI ITALIANI E' ANALFABETA<br> (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)
di Mimmo Candito

Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.  

Qual è questa loro diversità? Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. Sono incapaci! La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva. Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch’essi e – più o meno – sanno tuttora far di conto (comunque c'è un 5 per cento della popolazione italiana che ancora oggi è analfabeta strutturale, “incapace di decifrare qualsivoglia lettera o cifra”); ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un'area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre - non se ne rendono nemmeno conto. (Continua...)

ANIMA E AMBIENTE
SOLO UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA'

ANIMA E AMBIENTE<br> SOLO UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA'


di Dalila Nesci

Grande partecipazione e tante emozioni alla Camera dei deputati per il IX appuntamento con "Parole Guerriere. Seminari Rivoluzionari". Il fortunato ciclo di incontri che ho promosso a partire dal luglio scorso continua a riscuotere successo.(...)
Anima e Ambiente, solo una rivoluzione ci salverà!” è il tema di cui si è parlato nella consapevolezza che stiamo vivendo un momento storico inedito, di limite, di rottura. 
La capacità dell’uomo di distruggere sé stesso, dalla bomba atomica ai cambiamenti climatici, è ormai evidente. A secondo del grado di consapevolezza, data dai percorsi di vita e formazione, tutti ed in modo sempre più profondo viviamo questa sensazione di limite opprimente difficile da gestire. La sensazione è questa: il modo in cui gli esseri umani hanno organizzato i propri rapporti fra di loro e con l’ambiente circostante non funzionano più! Necessitano di essere cambiati, ripensati alla radice, rivoluzionati. Bisogna creare nuovi paradigmi mentali (dall’industria all’educazione) per la convivenza improntati alla cooperazione, per l’evoluzione e la presenza stessa degli uomini e delle donne sulla Terra. Per riuscirci dobbiamo allenarci a processi creativi e allo stesso tempo pazienti di sintesi.
Se fossimo in grado, come Occidente, di metabolizzare le scoperte che la scienza e la tecnica (vedi Einstein - Bohr - Heisemberg) hanno già fatto, accetteremmo che quello che pensiamo, diciamo e facciamo è cruciale per noi e per gli altri. Gli effetti dei nostri comportamenti, anche quelli reputati più banali come un sorriso o una scorrettezza a lavoro, cambiano il destino del mondo. Continua...

IL SOGNO EUROPEO DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO
IL SOGNO EUROPEO DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO

di Jeremy Rifkin

Jeremy Rikfin, economista padre della ‘Terza Rivoluzione industriale’ intervenendo a margine del Brussels Economic Forum ha promosso il Governo del Cambiamento. Di seguito una ricostruzione della lunga riflessione di Rifkin raccolta dall’agenzia Adnkronos.
Il nuovo governo rappresenta una opportunità. Non quella di formare semplicemente un nuovo esecutivo, bensì quella di preparare un piano di lungo termine per trasformare l'economia delle comunità locali, dando più potere al popolo e facendo così dell' Italia, che ha una creatività pro capite straordinaria, il "faro" della trasformazione dell'Ue, per entrare nella nuova fase del "sogno europeo", in nome del principio di sussidiarietà, che è scritto nei trattati ma viene poco applicato.
E' il momento per tutta Italia di fare un grosso respiro, di fare un passo indietro e di chiedersi: chi siamo noi come popolo? Ho passato trent'anni in Italia, sono stato in ogni comunità locale: la creatività pro capite in Italia è semplicemente straordinaria, perché c'è un'enorme diversità culturale, che è una ricchezza. Oggi ogni regione d'Italia dovrebbe sfruttare il proprio patrimonio culturale, al di là dei confini, iniziando a mostrare l'Italia come il faro della prossima fase del "sogno europeo". Ricordatevi che sono stati gli italiani, con Altiero Spinelli, a portare l'Europa nel "sogno europeo". Ora è un nuovo inizio: non penso che nessuno dica di no all'Europa. Ma è tempo di riflettere, a livello italiano ed europeo, su come passare meglio alla prossima fase del sogno europeo. E di fare le trasformazioni necessarie per rendere l'Europa più collaborativa e più forte, più adatta agli interessi delle comunità locali d'Europa: questa è la chiave.
Dal voto è emersa volontà della gente di contare di più. (...) Non solamente per avere un altro governo in carica: questa è un'opportunità, non va sprecata. Bisogna creare una roadmap economica, muovendo verso la Terza Rivoluzione Industriale, portando l'Italia su una strada che può essere il faro per la prossima fase, per quello che vogliamo dappertutto, in Europa e nel mondo: più potere al popolo, più potere distribuito, in modo che le persone possano avere un maggior diritto di parola sul loro destino economico. Continua...
DAYA BAI - SORELLA MISERICORDIA
DAYA BAI - SORELLA MISERICORDIA
di Roshni Sekhar

Conobbi Daya Bai una quindicina di anni fa, a Delhi. Ero nella redazione di una piccola casa editrice che all’epoca era diretta da mia sorella Rukmini, quando vidi entrare questa signora magra, dall’aspetto un po’ “consumato” dal tempo, non più giovanissima. Camminava male e riusciva a malapena a stare diritta per il mal di schiena che aveva. Ma i suoi occhi, il suo sguardo aperto, privo i timore, erano in aperto contrasto col suo aspetto fisico. Per quanto dolorante e malandata, ci voleva poco a capire con chi si aveva a che fare. Un’anima indomita, coraggiosa fino alla temerità, una persona che aveva messo in un cassetto il proprio io e aveva dedicato l’intera esistenza ai deboli, ai reietti, ai più deboli tra i deboli, quelli di cui tutti approfittano e che nessuno aiuta. 

Le chiedemmo perché fosse conciata così male e ci raccontò che un paio di giorni prima, nel villaggio dove vive, in un’area rurale del Madhya Pradesh, India centrale, degli uomini erano andati a casa sua a prelevarla con un camioncino aperto. L’avevano costretta a seguirli senza un motivo apparente e legittimo, solo per intimidirla. Dopo averla minacciata, l’avevano buttata giù dal camioncino in corsa. Continua...
NO ALLA DIREZIONE FOLLE
NO ALLA DIREZIONE FOLLE

Intervento di Tiziana Ciprini (M5Stelle) alla Camera dei Deputati
 
TIZIANA CIPRINI. Grazie, Presidente. In Italia una donna su cinque non fa più figli. In Italia la bassa soglia di sostituzione nella popolazione non consente di fornire un ricambio generazionale. Il valore di 1,37 figli per donna colloca il nostro Paese tra gli Stati europei con i più bassi livelli. Questo determina un progressivo invecchiamento della popolazione. Nel 2050 la popolazione inattiva sarà in misura pari all'84 per cento di quella attiva vista. L'ISTAT ha stimato circa 74 mila bambini nati in meno rispetto al 2008. Le previsioni demografiche che si ricavano da tali andamenti stimano, nel 2050, una quota di ultrasessantenni pari al 22 per cento della popolazione mondiale, circa due miliardi di persone, e pari al 37 per cento della popolazione europea.   

La dinamica della denatalità, che caratterizza il nostro Paese, mostra un andamento ancora più pronunciato nelle ultime generazioni, per le quali si assiste a una progressiva contrazione delle nascite e a uno spostamento della riproduzione in età sempre più tardiva. I giovani non mettono su famiglia perché non hanno un lavoro che garantisca loro una stabilità, sia economica che emotiva, oppure perché condannati, grazie anche al Jobs Act, a un precariato a vita.   

Il ritardo nell'entrare nel mondo del lavoro ha una conseguenza diretta anche in relazione allo spostare in avanti alcuni passaggi determinanti, quali il matrimonio e avere figli. Giovani sempre più rassegnati, condannati a consumare senza produrre, con un tasso di disoccupazione giovanile del 37,9 per Pag. 82cento. Anche l'età media del parto è giunta ormai a 32 anni. Particolarmente elevato è stato l'aumento delle over 40 al primo figlio, passate dall'1,5 per cento al 4 per cento, mentre le madri fino a 24 anni sono diminuite dal 13 all'11 per cento.
 
L'analisi non può prescindere dal mettere in relazione la tematica dell'istruzione con il ritardo nei tempi della maternità e paternità. La crescita del livello di istruzione ha avuto come effetto sia il ritardo nella formazione dei nuclei familiari, sia un vero e proprio minore investimento psicologico nel rapporto di coppia per il raggiungimento dell'indipendenza economica e sociale. Occorre poi evidenziare che il sistema universitario italiano è connotato da un'eccessiva durata del percorso. Continua...
IL NARRATORE DELLA VITA POSSIBILE
IL NARRATORE DELLA VITA POSSIBILE

di Pierre Rabhi

Satish Kumar intervista Pierre Rabhi, un ecologista franco-algerino e filosofo del vivere in maniera semplice.
Satish: Un numero sempre maggiore di persone vive nelle città e lavora in uffici e fabbriche, per le grandi aziende. Come far capire loro che hanno bisogno di ricollegarsi? Hanno bisogno di denaro. Devono pagare le bollette. Non pensano di aver bisogno di tornare alla Natura.
 Pierre: Questo non è completamente vero. In Francia lavoriamo undici mesi all’anno e abbiamo un mese di ferie. Durante quel mese di vacanza tutti vanno al mare o in montagna. Perciò il bisogno di ricollegarsi alla Natura esiste. Uno dei simboli dello scollegamento della società moderna dalla Natura è la cravatta, perché è un nodo scorsoio, proprio come un cappio. Parlando in termini simbolici, è abbastanza terrificante. Implica la subordinazione ad un sistema innaturale. Non appena finisci di lavorare, ti togli la cravatta. Ma, in primo luogo, perché mettere una cravatta?  (risata)  Secondo me è un simbolo di una sottomissione volontaria. Gli esseri umani sono stati ridotti alla schiavitù. Sono stati completamente alienati dalla Natura. Il motto della società moderna è “Dacci la tua vita, noi ti daremo uno stipendio” Continua...
LA SINISTRA RIDOTTA A PENSIERO UNICO DELLE ELITES
LA SINISTRA RIDOTTA  A PENSIERO UNICO DELLE ELITES
di Carlo Freccero

La sinistra è oggi in crisi e si chiede come potrebbe parlare ai nuovi populismi per ricondurli nei binari di una democrazia elitaria che assomiglia più ad un’oligarchia che ad una democrazia in senso proprio.Viceversa, anche quando dice di voler ascoltare il malessere di cui i populismi sono espressione, la sinistra si trincera nei luoghi comuni del politicamente corretto. Mentre, secondo me, basterebbe un’autoanalisi oggettiva per capire le cose da un’altra angolazione. La domanda è cos’è oggi la sinistra e cos’era una volta la sinistra? Perché c’è stato un così radicale cambiamento? So già la risposta. Ci sbagliavamo.
E se ci sbagliassimo adesso?In ogni caso riflettere su cosa sia stata la sinistra alle sue origini, contiene già la risposta al problema del populismo oggi.
Prima il populismo di destra non c’era perché molte delle istanze del populismo di oggi erano a sinistra. E la crescita dei diritti del popolo non era considerata reazionaria, ma progressista. La grande frattura a sinistra inizia con la cosiddetta terza via e la resa completa dai progressisti nei confronti del neoliberismo. Da allora siamo immersi nel pensiero unico tanto da aver perso la memoria di noi stessi.
Nel 1968 avevo vent’anni ed ero di sinistra. Cosa significava allora essere di sinistra? Credere nella lotta di classe e nella coscienza di classe. Nessuno pensava allora che nel popolo ci fosse qualcosa di sbagliato che le élites dovevano “raddrizzare” per il bene del popolo stesso. Era il popolo che, assumendo coscienza, poteva e doveva guidare la società. E questo concetto, prima che di sinistra, è democratico. Continua...

LA FILOSOFIA DELLA PACE
LA FILOSOFIA DELLA PACE
di Raimon Panikkar

L'espressione philosophia pacis si prefigge non solo di evocare speculazioni filosofiche o riflessioni critiche sulla pace, ma desidera anche ispirare quella pace che è propria di tutte le attività filosofiche autentiche, vale a dire, si prefigge di svelare la filosofia inerente alla realtà stessa della pace. Philosophia pacis può essere intesa come un genitivo oggettivo, ma anche come un genitivo soggettivo. Desidererei parlare di quest' ultimo aspetto. Prefiggersi di creare una filosofia che scaturisca dalla pace stessa è una pretesa che va contro le correnti moderne del pensiero filosofico occidentale. Di fatto, la filosofia viene solitamente interpretata come la caccia della verità con il «fucile della ragione», benché molte volte non sia che un inseguire la chiarezza con «la pistola del calcolo». Tuttavia, in altre parti del mondo incontriamo una nozione più viva della filosofia, anche se non sconosciuta nella storia tradizionale dell'Occidente. Un' autorità eminente come Cicerone, per esempio, descrive la filosofia come cultura animi, che potremmo interpretare come la cultura dell' animus e dell' anima, di psyche e pneuma. Continua...
SARA' FATTO A NOME TUO?
SARA' FATTO A NOME TUO?
di Beppe Grillo

Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionale Not in my name verrà smantellato lo Stato Sociale Not in my name i partiti che hanno distrutto l'Italia si ricicleranno come salvatori della Patria Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un'arte riceveranno un solo euro di finanziamento pubblico Not in my name ci saranno ancora le pensioni d'oro Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti Not in my name rimarremo nell'euro senza una consultazione popolare Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici Not in my name si faranno Grandi Opere inutili indebitando i cittadini Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver rovinato l'economia italiana Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale Not in my name si costruirà un solo inceneritore...Continua...
LA TERZA REPUBBLICA DEI CITTADINI?
LA TERZA REPUBBLICA DEI CITTADINI?


di Massimo Marino

Tramortiti dai risultati elettorali del 4 marzo con la falange grillina che conquista il sud, rincoglioniti da 90 giorni di telenovelas dei media sul governo del cambiamento che non nasceva, allarmati dal conflitto istituzionale azzardato da Mattarella con qualche passo di troppo, impauriti da qualche colpetto a base di spread educativo come le bastonate, perplessi dalla lotteria elettorale, caso unico nel mondo, dove da 4 mesi si vota a ripetizione da qualche parte dal Molise alla Val d’Aosta, dal Friuli ai Comuni, irritati od entusiasti per l’imprevisto colpo grosso dell’ex partito della secessione padana che sembra dilagare come una esondazione del Po, rischiamo di non capirci più niente.
Se il Movimento 5Stelle ha effettivamente archiviato la seconda Repubblica con i suoi orrori è difficile prevedere se nascerà e quale sarà la terza Repubblica.  E’ il caso di elencare i rilevanti aspetti positivi provocati dal fenomeno 5stelle, i suoi persistenti punti deboli, tentare qualche proposta perché le lodi e gli insulti sono fin troppo abbondanti ma le riflessioni poche. Stiamo parlando di una esperienza che non ha paragoni in nessun altro paese  del mondo, che sfugge alle classificazioni tradizionali della destra e della sinistra, dei conservatori e dei progressisti, ma che nei contenuti è assolutamente innovativa. A cominciare dall’impegno di garantire una sopravvivenza decente per almeno 5 milioni di persone con il reddito di cittadinanza. Che spazzerebbe via gran parte del clientelismo e riequilibrerebbe la tenuta sociale del paese.   E che proprio per questo trova un fronte di ostilità nel sistema sociale e nelle burocrazie europee ma anche un imprevisto successo popolare. Siamo di fronte ad una guerra civile strisciante e a bassa intensità i cui esiti sono difficili da prevedere. Continua...

LA SFIDA E LA VISIONE
LA SFIDA E LA VISIONE

di Ervin Laszlo 

.....Significa pensare in termini di processi e non di strutture, in termini di unità dinamiche e non di entità statistiche. Pensare in modo globale significa vedere la foresta, non solo gli alberi.(pag.47)....Come ha dichiarato Robert Shapiro, amministratore delegato della Monsanto, alla Harvard Business Review ( nel numero del Gennaio-Febbraio 1997), e ben difficile dedicare tutte le proprie energie per periodi di tempo prolungati a un’astrazione chiamata impresa o a un’idea chiamata profitto. Gli esseri umani possono dare il loro contributo solo ad altri essere umani; ai colleghi, se sono convinti di essere impegnati insieme in un’imprese di una certa importanza; alla società ( e questo è solo un altro modo di dire che possono dare ai loro figli) ; possono dare, insomma , solo se sono convinti che il loro valore sia in qualche modo integrato in una visione completa della vita. (pag.61) ....Lo stato nazionale formalmente costituito è un mito accettato quasi universalmente, ma resta pur sempre un mito. E’ un fenomeno storico apparso sulla scena mondiale solo con i trattati di Westfalia del 1648. (pag.66) Continua...
DIETRO LE QUINTE DI UN BANCHETTO GRATUITO
DIETRO LE QUINTE DI UN BANCHETTO GRATUITO di Raj Patel

A chi, in fin dei conti, non piacciono le offerte gratuite? pioni gratuiti, giochi gratuiti, pranzi gratuiti, telefoni gratuiti, tv gratuita: alzi la mano chi non ha mai tratto ~che soddisfazione da beni del genere. Cosa c'è di male? perché, per utilizzare due frasi fatte trite e ritrite, nessuno nulla per nulla, e a caval donato non si guarda in bocca? risposta è nel sistema, nella conseguenza logica di ciò che accade quando corporation fredde e razionali incontrano esseri umani irrazionali, la cui irrazionalità si aggrava non appena nei supermercati e nei centri commerciali, in televisione e online vengono offerti beni gratuiti. La strategia è sempre la stessa. Le aziende adottano un modello commerciale in cui scommettono che offrendo gratuitamente qualcosa ai consumatori, questi verranno attratti a tornare nuovamente in negozio; inoltre, si spera che oltre a prendere l'articolo gratuito, i consumatori siano indotti a comprare qualcosa di un po' più caro, a consumare un po' più di quanto farebbero altrimenti, e magari a nutrire simpatia per la marca che gli offre il bene.
Continua...
ELOGIO DEL MOVIMENTO 5STELLE
ELOGIO DEL MOVIMENTO 5STELLE
di Aldo Giannuli

La storiaccia del Parlamento di Strasburgo ha scatenato nemici vecchi e nuovi del movimento, che si sono esercitati nell’arte del dileggio.

Un buon esempio è dato dall’articolo di Ezio Mauro su Repubblica il 12 gennaio 2013: “mancanza di sostanza, di qualità e addirittura di significato politico… Nessuna discussione, nessun dibattito, soprattutto nessuna passione: politica, storica, culturale, […] un movimento perennemente allo stato gassoso che non riesce a consolidare alcunché, perché non avendo storia e tradizione non ha nemmeno saputo costruirsi un deposito culturale di riferimento” e via di questo passo.

Più raffinato ed intelligente –ma pur sempre ostile- il pezzo di Ferrera sul Corriere, che insiste sulla nota dell’ambiguità irrisolta del movimento fra destra e sinistra. E, sia per l’uno che per l’altro commentatore, le “scivolate” prese a Roma e Strasburgo sono il prodotto inevitabile di questo sottostante.

Personalmente non ho nascosto  le mie critiche al M5s né sulla questione del gruppo a Strasburgo né sul disastro, ormai irreparabile, della giunta capitolina e neppure, tornando indietro nel tempo, ho nascosto le mie perplessità sulla scelta dell’apparentamento con l’Ukip, sulle uscite in materia di immigrazione, sulle troppe espulsioni nel primo anno di legislatura, sulla mancanza di trasparenza o di discussione nel movimento. Basta sfogliare le pagine di questo blog per rendersene conto. Dunque non è sui singoli aspetti di questa vicenda che intendo discutere, anche perché sarebbe facile dimostrare il doppiopesismo di certe critiche.

Grillo è il dittatore del M5s? Conoscendo un po’ più da  vicino il M5s di quanto non capiti a Mauro e Ferrera, posso dire che questa visione di Grillo che decide tutto da solo è quanto di più lontano dalla realtà. (Continua...)

LA SFIDA DI UN'EVOLUZIONE COLLETTIVA
LA SFIDA DI UN'EVOLUZIONE COLLETTIVA

di Ervin Laszlo

Oggi viviamo nel mezzo di una delle più profonde, e certamente più veloci, trasformazioni della storia dell'umanità. All'alba del prossimo secolo quasi tutti gli aspetti e le attività della vita umana saranno esercitati all'interno di interazioni globali, di mercati globali, di tecnologie globalmente efficienti e informazioni circolanti in un sistema globale. Vivere e agire nelle nuove condizioni comporterà pertanto un diverso modo di agire e di pensare. Anche a causa della velocità con la quale l'era prossima sta irrompendo su noi, nella nostra generazione e nella generazione dei nostri figli non si sono ancora evoluti la logica, i valori e le pratiche necessari. Nella maggior parte dei casi stiamo per ora cercando di fronteggiare le condizioni della emergente società del XXI secolo con le forme di comportamento del sistema industriale del XX secolo. Questo, tuttavia, equivale al tentativo di vivere nelle città industriale degli anni 90 con la forma mentis dei villaggi feudali del Medioevo. È insufficiente e, a causa della vulnerabilità delle nostre temporanee strutture sociali ed ecologiche, perfino pericoloso. Il pericolo riguarda tutti noi. Ecco perché la maieutica strutturale oggi, come resa concreta dai gruppi attivi con Danilo Dolci, è essenziale.
Continua...
ELEZIONI 2018: COME USCIRE DALLE SECONDA REPUBBLICA?
ELEZIONI 2018:  COME USCIRE DALLE SECONDA REPUBBLICA?

di Massimo Marino

Si dice che con il voto del 4 marzo siamo entrati nella Terza Repubblica. Quella dei Cittadini, aggiungono alcuni di area grillina, quella dei Populismi, sibilano preoccupati i sostenitori dei perdenti, quella degli Italiani sostiene la destra postfascista. 
Per adesso non siamo entrati da nessuna parte, sostengo io, perchè l’unica cosa chiara è che è saltata non solo la possibilità di avere una coalizione vincente ( in realtà mai esistita) ma anche il piano B, l’accordo Renzi-Berlusconi, tenuto di riserva in nome della governabilità e dei barbari alle porte.  PD e Forza Italia, per giunta senza gregari disponibili, non sono in grado di inventare un governo. Con un sistema in buona parte proporzionale semplicemente gli elettori gli hanno tolto i voti necessari.  Non è solo il fatto, di per sé di scarso rilievo, che si è conclusa l’epoca di Berlusconi e di Renzi. Si trova sempre nuovi attore per la prima fila. È l’alleanza sociale che occupava il centro della scena, che ho chiamato la palude di centro, che di fatto li esprimeva, che sta dando segni di disgregazione. In quale direzione però è tutto da vedere. Per capire meglio è necessario conoscere esattamente come, con il preavviso del referendum costituzionale del dicembre 2016, il voto del 4 marzo 2018 ha chiuso un’epoca.  E capire quali scenari belli o brutti, si possono aprire. Continua...
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 2
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 2 di A.a.V.v. Resurgence Book
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E' il secondo volume della selezione di articoli pubblicati nel corso degli anni dalla prestigiosa rivista inglese "Resurgence", diretta da Satish Kumar, che da oltre 40 anni coniuga insieme ecologia profonda, temi sociali e crescita interiore spirituale. Tratta di temi tutti attualissimi e scritti, come contributo volontario, da autori di fama internazionale quali Vandana Shiva, Noam Chomsky, Fritjof Capra, James Lovelock, Matthew Fox, Theodore Roszak, Lester Brown, Larry Dossey e tanti altri. Cos’è Resurgence? È una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un’era che unirà la terra, il sé e la società. Resurgence ci parla della fondamentale distruttività della globalizzazione economica; il bisogno di “un’economia come se la gente contasse qualcosa”, l’importanza del rapporto umano, la spiritualità, la ruralità, la nonviolenza e il Terzo Mondo.
Continua...
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08 APRILE 2018 - ROMA AUDITORIUM - FRANCO CARDINI: ISLAM - SUNNITI CONTRO SCITI
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