Il mondo va male non a causa di coloro che fanno del male
ma a causa di coloro che sanno e lasciano fare!! 
Albert Einstein
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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
Continua...
Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
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PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
Continua...
CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
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MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
di Beppe Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L'emissione di Co2 è punita con l'assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all'Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Continua...
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Ecologia profonda


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ANATOMIA DI GAIA
ANATOMIA DI GAIA

di Hillel Flesch

Anatomia di Gaia (edizioni Tavas), un libro straordinario, sorprendente e rivelatore: per la prima volta è possibile vedere, in termini così concreti, le molteplici, stupefacenti somiglianze tra il pianeta Terra e gli esseri umani, la frattalità dei vari aspetti della realtà e le sue matrici interconnesse.
Ricco di dati scientifici, illustrazioni, mappe e tabelle, questo libro tratta le similitudini tra la morfologia della Terra e le ossa del cranio umano;  tra gli apparati digerente e respiratorio e l’evoluzione della civiltà occidentale, tra gli organi e le nazioni, trovando chiare corrispondenze anche nelle storie e nei personaggi biblici;  tra la genesi della Terra e l’apparizione delle prime rocce, delle terre emerse, e il processo di ossificazione del cranio umano e molte altre straordinarie corrispondenze.
Questo libro, unico nel suo genere, rivela e documenta sorprendenti analogie tra l’uomo e la Terra, come mai prima d’ora. Se lo leggete attentamente, questo testo rivoluzionerà il modo in cui sperimentate voi stessi e la Terra, poiché capirete la verità e la portata del suo messaggio:  L’Uomo e la Terra si rispecchiano nei loro aspetti fisici e morfologici, nei loro sistemi e nella loro evoluzione.
Nel corso di questa ampia ricerca che trae le sue origini dal desiderio di comprendere i legami esistenti tra l’anatomia del cranio e la forma dei continenti, da una parte, e tra alcuni eventi decisivi nella storia umana e i territori nei quali si sono svolti, dall’altra, nuove domande e risposte si susseguivano e numerosi pezzi del puzzle si sono collocati nel posto giusto. Mi chiedevo: è sufficiente sapere che il Monte Everest è la montagna più alta del mondo e che si trova in Asia? Perché proprio in Asia e non altrove? Basta sapere che il Medio Oriente è la culla della civiltà giudeo-cristiana? Perché proprio il Medio Oriente? Perché non qualche altro territorio? Perché la nostra civiltà si è spostata in direzione ovest? Perché non verso nord o verso sud?
Non è stato facile fornire le prove per le profonde idee degli antichi maestri spirituali, non essendo il tempo e lo spazio delle categorie assolute. Il mondo che precede la manifestazione fisica, definito come “il nulla”, appartiene a quello della  spiritualità, dell’intenzione e delle idee, dove non esistono confini tra il percettibile e l’impercettibile, né alcuna distinzione tra i piccoli e i grandi sistemi – funzionano tutti secondo le medesime leggi e secondo lo stesso principio. Di conseguenza, le idee e le intuizioni riportate in questo libro che provengono dal mondo del “nulla”, sono state riconosciute e ulteriormente sviluppate.
Anatomia di Gaia spiega la natura e le radici delle diverse nazioni, i loro rispettivi sistemi culturali, politici ed economici, i loro modelli collettivi di comportamento, in relazione ai territori che occupano e alle corrispondenti parti del corpo umano che rappresentano, la loro morfologia e fisiologia. Nel corso di quasi seimila anni, la civiltà occidentale, che ha dominato il resto del mondo, ha seguito un percorso stabilito mentre si spostava verso ovest entro determinati confini geografici. Continua...
RETTE RELAZIONI PER UN PIANETA SANO
RETTE RELAZIONI PER UN PIANETA SANO

di Vincent Claessens
 
Promuovere le giuste relazioni umane: Il prerequisito per una sana Terra vivente. Da qualche anno, è divenuto abituale sentire che «stiamo andando dritti contro un muro». Le catastrofi climatiche si susseguono: cicloni, inondazioni, incendi di foreste, e siccità in zone una volta coltivabili, hanno conseguenze drammatiche, soprattutto per i popoli più poveri. L’aria è satura di CO2 nelle megalopoli, gli oceani si scaldano e il livello dei mari che si alza mette in pericolo l’habitat di milioni di esseri umani. Senza parlare del fatto che abbiamo perso in soli 30 anni la metà delle specie viventi del pianeta. Nel tempo che impiegherò a effettuare questo intervento, una specie animale o vegetale sarà scomparsa. Sì! Non possiamo negare l’evidenza: un ciclo di distruzione è all’opera.
Come siamo arrivati a questo punto? Quale è la nostra responsabilità? Cosa possiamo fare per limitare i danni? Quale futuro si profila di fronte a noi?
Per comprendere più chiaramente la trama degli eventi attuali, è necessario guardare indietro e discernere le tappe della storia umana.
Nel Paleolitico, l’essere umano era nomade, un cacciatore-raccoglitore. Viveva in equilibrio con la natura. Cercava il suo nutrimento e non accumulava mai più di ciò di cui aveva bisogno. Migrava su lunghe distanze in base ai cambiamenti stagionali. Il suo mondo non era segmentato dalla proprietà privata. Non c’erano chiusure, frontiere, muri, per limitare il suo movimento e la sua visione. Era il tempo dello sciamanesimo, la più antica religione del mondo (si dice); il tempo in cui cultura e natura non erano dissociate. L’umano si spostava in piccoli gruppi in un ambiente dal quale non si sentiva separato. Ai suoi occhi, ogni pietra aveva il suo posto nello spazio; ogni pianta aveva il suo segreto e il suo potere, ogni albero era un pilastro vivente e in alcuni casi, un Totem, simbolo dell’asse del mondo.
Poi è venuta la rivoluzione neolitica. Alcuni gruppi si sono stabiliti in un luogo per coltivare un campo e addomesticare del bestiame. Hanno anche inventato gli utensili per raccogliere e trasformare i frutti del loro lavoro. L’architettura in sviluppo ha permesso l’apparizione dei primi villaggi, poi delle città, e infine degli Imperi. In questa espansione tecnica, è apparsa la scrittura, prima come mezzo contabile per stimare i raccolti, poi per stabilire le prime regole e leggi della città. Ciò che oggi chiamiamo la civilizzazione era nata. E con essa, la cultura, le arti, e tutto ciò che fa la ricchezza umana. Continua...
IN RISONANZA CON LA TERRA VIVENTE
IN RISONANZA CON LA TERRA VIVENTE

di Mintze van der Velde

Le Nazioni Unite sono state istituite il 24 ottobre 1945 a San Francisco. Ciò è avvenuto subito dopo la lunga parentesi in cui, tra il 1914 e il 1945, il mondo è stato scosso da guerra e violenza senza precedenti. Come saprete, la Carta delle Nazioni Unite inizia con “Noi, popoli delle nazioni unite…”. È un testo pieno di potere, che sottolinea in termini giuridici il fatto che noi, come popoli, siamo parte di un’umanità una. Basta guardare il mondo come popolato da un’unica umanità e non esistono più stranieri, forestieri – siamo tutti parte della stessa umanità. È bene tenere a mente il testo di questa Carta quando ci confrontiamo con molti dei temi del nostro mondo moderno, tra cui migrazioni di popoli, rifugiati, cambiamenti climatici ecc.
 La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu ratificata il 10 dicembre del 1948, quasi settant’anni fa. Dove siamo arrivati al settantesimo anniversario di quella importante dichiarazione? Sarebbe troppo ingenuo pensare che è tutto a posto riguardo al rispetto dei diritti umani nel mondo e che quei diritti umani sono rispettati ovunque? Semplicemente non è così. Uno dei molti meriti del precedente Segretario Generale – e Nobel per la pace – Kofi Annan, che è sfortunatamente venuto a mancare nell’agosto di quest’anno, è stato quello di istituire il Consiglio per i Diritti Umani presso le Nazioni Unite a Ginevra.
Nessuna meraviglia se il motto di Ginevra è “Cerco di fondere, mescolare e servire”. Il Consiglio è il posto dove la luce al più alto livello possibile può essere riversata sui diritti umani e su tutto ciò che li riguarda, come stipulato nella Dichiarazione Universale. Il Consiglio non è perfetto ma, preso atto che non esiste un piano B, ritirarsi dal Consiglio non è l’atteggiamento corretto: partecipare al miglioramento è l’unica strada per il progresso.
 L’anno scorso il tema del Seminario della Buona Volontà Mondiale è stato: Discernere la Verità nell’Era dell’Informazione. Si è rivelato un tema molto attuale, che ancora oggi – forse oggi ancora di più – è di rilievo. Mia madre mi ha insegnato a dire sempre il vero e a non essere mai volgare. E mia nonna credeva che quando qualche cosa era stampata sul giornale, doveva essere vera. Entrambi questi principi sono molto meno scontati nel nostro mondo moderno e interconnesso.
Viviamo in un tempo in cui alcuni capi di stato e politici stanno distorcendo la verità e, allo stesso tempo, nei parlamenti di tutto il mondo il livello dei dibattiti spesso si deteriora, passando da vertere attorno a idee ad attacchi verbali rivolti alle persone. Le notizie non sono più necessariamente vere, o almeno ciò vale per la maggior parte di esse: lo scopo principale delle notizie di oggi è quello di attirare l’attenzione, e se attirano l’attenzione di un numero sufficientemente ampio di persone, beh, allora è meno rilevante se siano effettivamente vere oppure no.
 La rivoluzione digitale ha portato internet a connettere moltissimi – anche se non tutti (!) – in tutto il mondo. Ciò ha aiutato a condividere informazioni e a dare vita ai cosiddetti social-media. Mia nonna si troverebbe totalmente smarrita vedendo che oggigiorno condividiamo informazioni su scala globale, eppure siamo sempre meno sicuri che quelle informazioni siano veritiere. I recenti termini di fake news e di verità alternative sono una prova in questo senso. Continua...
CONSIDERAZIONI PER UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO
CONSIDERAZIONI PER UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO


di Guido Dalla Casa

Dall’errore antropocentrico ad una nuova visione del mondo Alcune considerazioni:

  1. L’uomo è un animale, anche facilmente classificabile. La differenza con uno scimpanzé bonobo è dell’ordine dell’1%. Le differenze sono quantitative, mai qualitative;
  2. Delle 5000 culture umane comparse sulla Terra soprattutto quelle di derivazione medio-orientale e poi europea vedevano l’uomo come qualcosa di totalmente diverso e staccato dalla Natura, qualcosa di natura radicalmente diversa e “superiore” (antropocentrismo);
  3. La Terra è un sistema omeostatico (come i viventi), entro una certa fascia di variabilità, tenendo conto della scala dei tempi;
  4. La Vita (o il funzionamento) della Terra è basata sulla biovarietà, altrimenti non è in grado di mantenere la situazione stazionaria
Esempio: un campo coltivato a monocoltura non può essere omeostatico e si mantiene solo con pesanti apporti esterni: l’aumento di produttività è illusorio, perché il bilancio complessivo è negativo;
  • Bilancio energetico dell’Ecosistema (o della Terra): respirazione e fotosintesi. L’unica energia “utilizzabile” in condizioni stazionarie è l’energia solare;
  • La Terra è un sistema altamente complesso (retroazioni), forse un essere senziente (agli effetti pratici non cambia molto);
  • Alcuni fenomeni prodotti dalla civiltà attuale sono andati oltre le capacità omeostatiche della Terra (sovrappopolazione umana – distruzione delle foreste ed ecosistemi in genere – alterazione dell’atmosfera – perdita di specie e distruzione della biovarietà – sostituzione di materia inerte a sostanza vivente);
  • In ogni sistema complesso si manifestano fenomeni mentali (scelte ad ogni biforcazione-instabilità) (esempio semplificativo del pendolo) (PrigogineBatesonCapra);
  • Tutti gli esseri viventi sono sistemi altamente complessi, come pure gli ecosistemi e alcuni sistemi non-viventi. Sono sottosistemi della Terra. Tutti gli esseri viventi sono anche senzienti (Konrad Lorenz, Jane Goodall, Frans de Waal, Irene Pepperberg, Rupert Sheldrake, Stefano Mancuso, ecc.). Continua...

 

PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE
PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE

di Max Strata

Edwin Carpenter, nel suo saggio "Civilization: Its cause and cure", pubblicato nel 1889, scrisse in modo provocatorio che la civiltà è una specie di malattia attraverso cui la nostra specie deve passare, come i bambini passano per il morbillo o la pertosse, per raggiungere poi una condizione più sana. Riferendo la parola malattia all'intero organismo sociale, l'attivista e scrittore inglese sosteneva che l'unica cura possibile era quella di superare l'idea di civiltà che ci siamo fatti, per muoversi in direzione di un ritorno alla natura e alla comunione della vita umana. Da parte sua, Henry David Thoreau non mancò di definire come essere umano "embrionale", colui che accetta acriticamente quanto gli viene proposto dalla cultura dominante e che si adatta a vivere conformemente a quanto la sua condizione sociale prevede senza mai svilupparsi in modo compiuto. In "Walden", uscito nel 1854, sul tema dei complicati rapporti tra gli esseri umani e della sostanziale insoddisfazione provocata dalla civilizzazione che ha imposto un progressivo allontanamento dal contatto con la natura, scrisse: "Non ci può essere nessuna oscura malinconia per chi vive in mezzo alla natura e ai suoi sensi sereni. Non ci fu mai tempesta, per quanto violenta, che non fosse musica eolia a un orecchio sano e innocente."
Nel 1864, a proposito della tendenza della nostra specie alla distruzione, nel suo "Man and Nature", il geografo George P. Marsh affermò quanto segue: “Ovunque egli posi il piede, le armonie della natura si cangiano in discordia. Le proporzioni ed i compensi che assicuravano la stabilità delle disposizioni esistenti vengono rovesciate. I vegetali e gli animali indigeni vengono estirpati e sostituiti da altri di origine straniera, la produzione spontanea è impedita o limitata e la faccia della terra è interamente spogliata, o coperta di una nuova e forzata vegetazione e di estranee razze di animali... le disposizioni naturali, una volta disturbate dall'uomo, non vengono restaurate finché egli non abbandoni il terreno e lasci libero campo alle forze riparatrici... le devastazioni commesse dall'uomo sovvertono le relazioni e distruggono l'equilibrio che la natura aveva posto fra le sue creazioni organiche e inorganiche... la ridurrà a un tale stato di produttività impoverita, di superficie sconquassata, di eccessi di climi, da far temere la depravazione, la barbarie, e forse anche la distruzione della specie." Continua...
FARE AMICIZIA CON LA VITA
FARE AMICIZIA CON LA VITA

di Paolo D'Arpini

Ho imparato il silenzio dalle persone loquaci, la tolleranza dagli intolleranti e la gentilezza dagli uomini scortesi. Non dovrei provare gratitudine verso questi insegnanti?” (Khalil Gibran)
Volendo abbracciare in un unico contesto il concetto di spirito e di vita, come presumibilmente avveniva durante il periodo gilanico, un tempo in cui c’era solidarietà, impegno civile, coscienza dell’ambiente, della fatica e dei pericoli ma allo stesso tempo spensieratezza, e desiderando riportare quella esperienza unitaria nella nostra vita quotidiana mi sono ritrovato a dover decidere quale parola potesse maggiormente indicare quel pensiero. 
Durante uno scambio epistolare con l’amico bioregionalista Stefano Panzarasa, matrista convinto, lui ha suggerito di usare il termine “religiosità della natura”, come proposto dal filosofo Thomas Berry. 
La parola in se stessa è molto evocativa di un ri-congiungimento con l’anima naturale. Allo stesso tempo il significato di religione (dal latino religio) è “ri-unire” ma non si può affermare che la vita abbia mai avuto separazioni in se stessa.. Se avesse subito una separazione non sarebbe più vita.. Infatti nel periodo matristico anche la morte era considerata una fase nel processo vitale. Quindi parlare di religione della natura può essere fuorviante. Poiché in natura è già un tutto unito, un unicum. Preferirei magari usare la parola “biospiritualità”, neologismo antico e nuovo per descrivere ciò che è sempre stato e sempre sarà….Continua...
PERCHE' ODIAMO LA NATURA
PERCHE' ODIAMO LA NATURA

di Max Strata

L'essere umano odia la Natura ? E' una domanda che è legittimo porsi considerando la grave crisi ecologica planetaria che investe questo periodo storico e che non ha precedenti, in quanto provocata dall'azione della nostra specie. Prima di tutto, vediamo alcune definizioni del termine Natura come contenute in quattro dizionari della lingua italiana. (...) Si tratta di definizioni non univoche ma dalle quali emergono con chiarezza i termini e i concetti di ordine, leggi, principi, in modo del tutto simile a quanto avviene per i principali dizionari, inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, ecc...  Si riconosce dunque che quando si parla di Natura si ha a che fare con qualcosa di sovraordinato, di immanente, di precostituito, con qualcosa che ci precede e che ci seguirà, che ci irretisce in dinamiche dalle quali non si può prescindere. Dato questo presupposto, risulta significativa la circostanza per cui l'idea di una Natura associata a Dio o di una Natura comunque oggetto di contemplazione spirituale, appare, quando appare, solo nelle note che seguono la definizione principale, finendo spesso per essere relegata in un paragrafo dedicato alla teologia. E' chiaro che il significato delle parole si aggiorna con il mutare dei tempi e nel nostro caso, ciò che emerge è che nella cultura del mondo occidentale contemporaneo la concezione della Natura assume la connotazione di un sistema complesso e autoregolato ma svincolato da ogni concezione non strettamente materialistica. Continua...
IL NARRATORE DELLA VITA POSSIBILE
IL NARRATORE DELLA VITA POSSIBILE

di Pierre Rabhi

Satish Kumar intervista Pierre Rabhi, un ecologista franco-algerino e filosofo del vivere in maniera semplice.
Satish: Un numero sempre maggiore di persone vive nelle città e lavora in uffici e fabbriche, per le grandi aziende. Come far capire loro che hanno bisogno di ricollegarsi? Hanno bisogno di denaro. Devono pagare le bollette. Non pensano di aver bisogno di tornare alla Natura.
 Pierre: Questo non è completamente vero. In Francia lavoriamo undici mesi all’anno e abbiamo un mese di ferie. Durante quel mese di vacanza tutti vanno al mare o in montagna. Perciò il bisogno di ricollegarsi alla Natura esiste. Uno dei simboli dello scollegamento della società moderna dalla Natura è la cravatta, perché è un nodo scorsoio, proprio come un cappio. Parlando in termini simbolici, è abbastanza terrificante. Implica la subordinazione ad un sistema innaturale. Non appena finisci di lavorare, ti togli la cravatta. Ma, in primo luogo, perché mettere una cravatta?  (risata)  Secondo me è un simbolo di una sottomissione volontaria. Gli esseri umani sono stati ridotti alla schiavitù. Sono stati completamente alienati dalla Natura. Il motto della società moderna è “Dacci la tua vita, noi ti daremo uno stipendio” Continua...
BIOREGIONALISMO
ECOLOGIA PROFONDA
E BIOSPIRITUALITA'

BIOREGIONALISMO<br>ECOLOGIA PROFONDA<br> E BIOSPIRITUALITA'


di Paolo D'Arpini

Il bioregionalismo è una forma attuativa dell'ecologia profonda. Nel senso che l'ecologia profonda analizza il funzionamento delle componenti vitali e geomorfologiche ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali in cui tali componenti si manifestano.
Per fare un esempio concreto: il funzionamento generale dell'organismo vivente viene compreso attraverso il riconoscimento e lo studio delle sue funzioni vitali e dei modi in cui tali funzioni si manifestano ed il bioregionalismo individua gli organi specifici che provvedono a tale funzionamento e le correlazioni fra l'organismo e l'insieme degli organi che lo compongono, descrivendone le caratteristiche e la loro compartecipazione al funzionamento globale. Per cui non c'è assolutamente alcuna differenza fra ecologia profonda e bioregionalismo, sono solo due modi, due approfondimenti, per comprendere e descrivere l'evento vita.
Nel tracciato che segue ho inserito come terzo elemento componente “l'osservatore”, cioè l'Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo. Ovvero la capacità osservativa e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa. Anche questo processo di auto-conoscenza, ovviamente, è parte integrante del processo individuativo svolto nell'ecologia profonda e nel bioregionalismo. A volte questa intelligenza intrinseca nella vita è anche detta "Biospiritualità" - E cosa si intende per biospiritualità? Continua...

AMBIENTALISMO ECOLOGIA PROFONDA E REVERENZIALE
AMBIENTALISMO ECOLOGIA PROFONDA E REVERENZIALE

di Satish Kumar 

 Il rispetto reverenziale è la chiave per comprendere il nostro posto nel mondo. Ci sono tre modi per capire e descrivere la relazione tra la Natura e gli umani: l’ecologia superficiale, l’ecologia profonda e l’ecologia reverenziale.
Fu Arne Næss, il filosofo norvegese (1912-2009), a fare la distinzione tra quella che lui chiamava “ecologia superficiale” e “ecologia profonda”, coniando al contempo quest’ultima espressione. A mio avviso questa distinzione è giusta, ma non è sufficiente. Una volta dissi ad Arne, scherzosamente, che profondo non significa necessariamente buono. Dopotutto, capita spesso di trovarsi in profonda difficoltà 1 Pertanto dobbiamo fare un ulteriore passo oltre l’ecologia profonda, e quel passo è l’ecologia reverenziale.
L’ecologia superficiale considera importante la conservazione della Natura, ma solo perché la Natura è utile agli uomini. È una visione del mondo antropocentrica. In questa visione gli umani sono al centro; essi sono una specie unica e superiore. Gli umani si prendono cura dell’ambiente – degli animali, degli oceani, dei fiumi e delle foreste – affinché possano trarre benefici dalla Natura ancora per molto tempo. Gli ecologisti superficiali desiderano per l’umanità un futuro sostenibile e per loro la Natura è una ‘risorsa’ economica. Continua...
COSA SIGNIFICA RIABITARE LA REALTA'
COSA SIGNIFICA RIABITARE LA REALTA'

di Etain Addey

Riabitare la Realtà è il libro di Freya Mathews uscito per le edizioni FioriGialli.  Siamo sicuri di abitare nella realtà? o siamo solo immersi nelle nostre idee? Questo libro permette di riscoprire il senso profondo della Realtà, che si offre a noi, sorprendentemente, oltre la nostra immaginazione. 

Il mondo non è materia inerte e noi non siamo gli architetti del Tutto; ognuno di noi è contenuto nel proprio luogo che è il viso familiare del cosmo intero. Se ci mettiamo in ascolto il mondo può aprire un dialogo con noi. Il libro di Freya Mathews  introduce ad una rivoluzionaria visione non-dualistica della realtà in contrasto con la nostra profonda solitudine esistenziale e la nostra povertà culturale tipiche della modernità, del capitalismo, del consumismo, della mercificazione, del progresso e dello sviluppo.A differenza delle culture native che riconoscono ancora il singolo esistere in un flusso più grande di lui, la persona moderna è costretta inventarsi la vita in un monologo solitario, fatto di astrattezze anziché dell’abbraccio del mondo. Continua...
COSA E' IL DRAGON DREAMING
COSA E' IL DRAGON DREAMING
Per creare la nostra realtà noi abbiamo sempre cooperato, anche se spesso non siamo stati consapevoli di questo. L'umanità costituisce una forza direzionale di crescita nell'ambito delle forze dell'evoluzione, ma per adempiere completamente a questa potenzialità ha bisogno di trovare la sua strada fuori dell'attuale crisi globale. Nessun altro farà questo per noi. Per trovare una soluzione dobbiamo imparare a includere il “Tutto” nella nostra consapevolezza amorevole, e questa non è davvero una piccola cosa. La situazione attuale d'altra parte è un incentivo per la crescita interiore verso un livello più profondo di empatia e volontà di investire noi stessi e gli altri della capacità di lavorare per la vita stessa.

“Non puoi seguire questa traccia da solo ma solo tu puoi seguirla”, cantano gli Zapatisti del Messico. Come possiamo collegare integrità politica e intelligenza in direzioni dall'alto verso il basso con una cooperazione attiva nella creazione della realtà, proveniente da iniziative di crescita dal basso verso l'alto? Come possono iniziative dal basso autonomamente organizzate collaborare allargandosi continuamente per trasformare le nostre società? Come possono gli individui con le loro capacità rafforzare il potere delle organizzazioni e progettare di essere una parte di un tutto senza che una cosa comporti la perdita dell'altra? Continua...
LA POESIA DELLA NATURA
LA POESIA DELLA NATURA Conversazione con Gary Lawless

Jamie Sayen (in seguito JS): Quando ci siamo incon­trati più di dieci anni fa stavi tenendo una discussione su un’idea che mi colpì perché piuttosto sorprendente e nuova, un’idea che tu hai chiamato “dare voce al posto”. Potresti spiegare cosa vuoi dire e come sei arri­vato a vedere le cose da questa prospettiva e perché trovi che sia un modo utile di osservare il mondo? Gary Lawless (in seguito GL): Penso che l’idea sia sta­ta stimolata dalla mia connessione con il movimento bioregionale. Quando per la prima volta ho iniziato ad andare alle riunioni del movimento bioregionale, ad ognuno veniva ricordato che quando parlava del pro­prio posto – il posto da cui veniva, la sua bioregione, la sua casa biologica – sia politicamente che culturalmen­te, non stava parlando solo per, nel mio caso un bian­co, uomo, Europeo, in realtà stava rappresentando tutto ciò che ha vissuto, si è mosso ed è accaduto entro i con­fini di quello che considera il proprio posto. Quando cerchi di parlare in nome di un luogo devi includere non solo ogni cosa che vive lì, ma la totalità delle interazioni che in quel luogo avvengono, e con le quali, che tu lo voglia ammettere o no, hai relazio­ne. Molti dei nostri politici e gente d’affari non parla­no o agiscono con riferimento a un luogo specifico, perché ciò che hanno in mente è solo una piccola par­te di quello che avviene in quel particolare luogo.
I DIRITTI DELLA TERRA
I DIRITTI DELLA TERRA
di Leonardo Boff

Non esiste nel mondo una rappresentanza politica degli interessi dell'umanità e della Madre Terra che tuteli la loro protezione naturale e culturale. Da secoli viviamo sotto la giurisdizione degli Stati nazione, con le loro particolari sovranità ed autonomie. Dato che i problemi diventano sempre più globali, questa configurazione politica è insufficiente per offrire le soluzioni che sono necessarie. L'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), che sarebbe l'istituzione appropriata, è demoralizzata e al suo interno conta solo il Consiglio di sicurezza, controllato dalle cinque potenze con diritto di veto, con in testa gli Stati Uniti. Nemmeno si dispone di un contratto sociale che stabilisca pratiche politiche globali. Mancano referenze collettive che facilitino consensi e sradichino eventuali conflitti. Questa è una delle cause del fallimento di numerosi incontri internazionali riguardanti temi globali, come il cambiamento climatico, al centro del forum di Dicembre a Copehagen o il commercio mondiale, affrontato a Doha nel 2001. Viviamo un momento della storia nel quale è in gioco il nostro futuro comune.
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ECOLOGIA, DECRESCITA, ECOPSICOLOGIA E FILOSOFIE NATIVE
ECOLOGIA, DECRESCITA, ECOPSICOLOGIA E FILOSOFIE NATIVE

di Guido Dalla Casa

L’Ecologia Profonda (o Ecosofia) è un movimento filosofico e di pensiero, una visione del mondo a sfondo panteista che richiede un profondo rispetto per tutti gli esseri senzienti (e quindi anche gli ecosistemi) e per tutte le relazioni che li collegano fra loro e al mondo cosiddetto “inanimato”. Non assegna alla nostra specie un valore distaccato e particolare, ma la considera completamente parte della Natura. Vede la Terra come l’Organismo cui apparteniamo. Il fondatore del movimento in Occidente è stato il filosofo norvegese Arne Naess, che usò il termine per la prima volta in un articolo del 1972 (The shallow and the deep). Sono caratteristiche dell’Ecologia Profonda: - Una visione sistemica del mondo, una filosofia non-dualista, il riconoscimento della sacralità della Terra e del diritto ad una vita degna per ogni essere senziente; - La necessità di non spezzettare l’universale, di considerare l’aspetto sistemicoglobale e di evitare di cadere nei dualismi tipo mente-materia, Dio-il mondo, uomonatura e simili; - L’idea che l’intero è più della somma delle sue parti. In una visione olistica si pone l’accento più sulle relazioni che sui singoli componenti.  Continua...
L'IPOTESI GAIA - LA TERRA
L'IPOTESI GAIA - LA TERRA di Stefano Fusi

Oggi la scienza, con il contributo decisivo dell'ecologia, è arrivata a ripensare in termini completamente nuovi -ma insieme antichissimi- la struttura stessa del mondo in cui viviamo. Una caratteristica basilare dell'ecologia è l'interdisciplinarietà: una scienza trasversale, che lega fra loro tutte le scienze della natura e dell'uomo. Prendendo a modello la natura stessa, in cui tutti i fenomeni sono legati indissolubilmente. La settorializzazione del sapere è ormai superata concettualmente, anche se sembra trionfante sul piano pratico. Per andare avanti, l'ecologia è tornata alle radici, si è ricollegata a visioni del mondo che erano ritenute primitive, oscurantiste, curiosità antropologiche; o che semplicemente erano ignorate. Ha riformulato il senso del nostro essere nel mondo: all'antropocentrismo ha sostituito il biocentrismo. Antropocentrismo e biocentrismo. Sono due termini chiave per comprendere le implicazioni dell'ecologia. Mettere al centro dell'universo l'Uomo (un astratto Uomo con la U maiuscola) significa contraddire una banale realtà: senza le piante, gli animali, l'aria, l'acqua, noi uomini non esisteremmo neppure. È un delirio di onnipotenza. Un eccesso di presunzione.
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LA TRANSIZIONE INTERIORE
LA TRANSIZIONE INTERIORE
Quando intraprendiamo il percorso del cambiamento pensiamo quasi esclusivamente ai concreti passi da compiere, ma trascuriamo il nostro mondo interiore fatto di credo e valori altrettanto importanti per la riuscita del cambiamento: ignoriamo infatti che sono proprio questi il principale ostacolo alla via del successo. Per questo motivo il movimento “Transition Towns” – comunità che puntano ad una riconversione ecologica, in grado di essere autosufficienti rispetto all’esterno per quanto riguarda il cibo, l’ energia e le attività economiche, in considerazione del picco del petrolio e del cambiamento climatico – dedica una notevole parte del proprio pensiero e del proprio programma agli elementi psicologici, emotivi e spirituali: perché si rende conto che la loro comprensione è fondamentale per compiere quel cambiamento paradigmatico richiesto per passare da una società basata sui consumi e sulla crescita industriale perpetua a una società a sostegno della vita.
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VIVERE CON LIMITI
VIVERE CON LIMITI di Etain Addey

Sul pullman a Genova feci subito amicizia con una donna; capii dai suoi vestiti e dalla sua aria di patriarca che era diretta allo stesso incontro in un paesino dell’Appennino ligure. Parlammo del suo asino Pegaso, della sue galline, del suo tentativo di ammazzare un cinghiale con la balestra, delle nostre pecore, della lana che filavo mentre viaggiavamo.

I boschi di qua e di là della strada erano pieni di neve e i paesini che attraversavamo sembravano abbarbicati su dirupi con poca terra attorno. Mi domandai come campava la gente di quei luoghi quando non aveva ancora la scelta di scendere a valle a fare l’operaio. Simona mi indicò la deviazione per il suo paese nativo e mi raccontò la storia del suo nonno
“Era uno di otto figli e quando era piccolo si ammalò di polmonite. Sua madre lo mise fuori casa: era convinta che stesse per morire, e già le mancava il cibo per gli altri sette figli. Lo adagiò sotto un pero. Ma il nonno guarì!”
Rimanemmo in silenzio. Pensavo alla vita di quella donna, fatta di matematica rigorosità, una vita in cui contava ogni gesto, ogni patata, ogni cicco di granturco, ai calcoli che disegnavano i contorni del suo vivere. Immaginavo il suo togliere già dalla propria bocca la polenta tranne quel poco che le serviva per sopravvivere e lavorare, perché senza madre non ci sarebbe vita per nessuno dei figli. Continua...
LA RUOTA DELLA VITA
LA RUOTA DELLA VITA di Bill Plotkin

La mia premessa iniziale è che una società umana più matura richiede individui umani più maturi. La mia seconda premessa è che la natura (compresa la nostra natura più profonda, l’anima) ha sempre fornito e ancora fornisce il miglior modello per la maturazione umana. Un terzo presupposto è che ogni essere umano ha un unico e mistico rapporto con il mondo selvaggio e che la consapevole scoperta e la coltivazione di tale rapporto è al centro di una vera età adulta.Nella società contemporanea pensiamo alla maturità semplicemente in termini di duro lavoro e responsabilità pratica. Credo, al contrario, che la vera età adulta è radicata nell’esperienza transpersonale - in una mistica affiliazione con la natura, vissuta come un chiamata sacra, che è poi incarnata nella fusione di lavoro e matura responsabilità. Questa mistica affiliazione è il nucleo stesso della maturità, Continua...
SPIRITUALITA' NATURALE O LAICA
SPIRITUALITA' NATURALE O LAICA di Paolo D'Arpini


Il linguaggio non è solo semantica. Eppure c’è già all’interno della mente un “seme” che consente la comprensione di concetti sottili, che non hanno corrispondenza nel mondo materiale. Ad esempio quando un bambino apprende a parlare ed a scrivere, non segue solo esempi concreti: tavolo, cibo, cane, etc. Vi sono pure i concetti e sentimenti che vengono “riconosciuti” intuitivamente, per una sorta di ammissione interna che va aldilà dell’esempio. In questo caso si presuppone che vi sia già una pre-conoscenza innata di tali concetti, il linguaggio insomma non è altro che descrizione di un qualcosa che abbiamo già dentro. La stessa cosa si può dire della conoscenza di vita. La vita nasce dall’inorganico ma se non fosse già presente nella materia in forma germinale come potrebbe sorgere e trasformarsi in intelligenza e coscienza? Da ciò se ne deduce che la coscienza e l’intelligenza sono come una “fragranza” della materia e quindi non vi è reale separazione. La differenza è solo nella fase…. La vita è un’espressione manifestativa della materia. Partendo da questa considerazione generale osserviamo che la spinta evolutiva di questa intelligenza/vita si evolve attraverso stati diversi di consapevolezza. Nelle forme pensiero esistono gradi descrittivi della maturità assunta da questa intelligenza. Tralasciamo per il momento gli aspetti più vicini all’animalità, all’istinto, e prendiamo in considerazione solo gli aspetti “filosofici” del pensiero umano. Continua...
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