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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
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Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
Continua...
PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
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CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
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Globalizzazione ed economie


Trovati 22 articoli
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UN UOMO MOLTO VICINO A NOI
UN UOMO MOLTO VICINO A NOI Non possiamo essere la classe dirigente ricca in un paese povero. Se esiste una nazione in cui i politici al potere sono ricchi e privilegiati mentre invece il popolo e i cittadini soffrono la fame e la disoccupazione, ebbene, allora vuol dire che quella nazione è marcia e quel tipo di classe politica altro non è che la nuova modalità attuale di gestire, imporre e pianificare il colonialismo sfruttatore. Di questo passo, entro 25 anni, l’intero continente africano, ridotto al collasso, esploderà. E non sarà piacevole vederlo, per nessuno, né in America, né in Europa, né in Asia, né in Oceania. Dobbiamo muoverci adesso, ora, subito. E se non siete capaci di farlo per gli altri, per il bene, per un’idea di giustizia, e per amore dell’umanità, abbiate la compiacenza di farlo almeno per intelligenza, dimostrando che anche voi volete sopravvivere. Se non ci muoviamo immediatamente, tutti insieme, verremo spazzati via. Tutti insieme
OLTRE - V3DAY: HELENE NORBERG HODGE E L'ECONOMIA DELLA FELICITA'
OLTRE - V3DAY: HELENE NORBERG HODGE E L'ECONOMIA DELLA FELICITA' Genova 1 dicembre 2013: Helena Norberg-Hodge e l'economia della felicità "Sono molto felice di poter parlare con voi perché il MoVimento 5 Stelle é in questo momento uno dei movimenti più interessanti e importanti al mondo. Ho lavorato su questi temi per quasi quarant’anni e in più di dodici nazioni. Quello che voi rappresentate é esattamente il percorso che dobbiamo seguire. É un percorso che sta iniziando a emergere in molte nazioni diverse. Penso quindi che sia fondamentale, perché il M5S si rafforzi, collegarsi ad altri movimenti in tutto il mondo. Esiste un movimento di popolo che sta crescendo, una realtà oltre il mondo globalizzato di cui i media vogliono farci credere. Siamo portati a credere che la cosa più importante nella vita siano pezzi di carta, denaro. Siamo anche portati a credere che per i nostri governi sia più importante rispondere alle necessità delle banche, piuttosto che alle necessità delle persone. È un mondo impazzito, e grazie alle corporazioni dei media è molto difficile capire cosa sta effettivamente succedendo. Mi sento privilegiata, perché ho recentemente passato molto tempo in Cina, ho lavorato in India per molti anni e la mia rete di contatti include tutti i continenti. E' in corso la creazione, a partire dal basso, di un nuovo modello che riconosce che il problema fondamentale che affrontiamo oggi è che l’economia è cresciuta troppo. Non è la natura umana che ci ha portati a questa situazione ridicola, noi non siamo innatamente avidi e aggressivi, non è vero che esiste una qualche ragione evolutiva per cui l’economia diventa naturalmente sempre più grande. No. Continua...
I PILASTRI DELLA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
I PILASTRI DELLA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

di Jeremy Rifkin
La terza rivoluzione industriale significa potere alle persone, in senso letterale e figurato: potere alle persone. Pensate alla potenza della rivoluzione di Internet: abbiamo reso la comunicazione democratica: ci sono ora due miliardi e mezzo di esseri umani che comunicano tra di loro peer to peer, con potere distribuito, collaborativo, laterale. Abbiamo un potere laterale infinitamente maggiore di quello della rete televisiva e di quella radiofonica del ventesimo secolo e con un costo marginale prossimo allo zero. Tanto impressionante quanto la democratizzazione della comunicazione, che ha ispirato le nuove generazioni di tutto il mondo a cominciare a reclamare un futuro diverso. Ma questa è solo metà della storia: adesso, nei prossimi venti anni, con la comunicazione via Internet che confluisce nell’Internet Energetica, ognuno di noi sarà in grado di produrre la propria elettricità, e parliamo di miliardi di esseri umani con il potere di creare la propria elettricità verde e condividerla su Internet con persone di altre regioni e di altri continenti. Continua ...


UN ANNO DI VOLONTARIATO PER TUTTI
UN ANNO DI VOLONTARIATO PER TUTTI Un Anno europeo di volontariato per tutti - per tassisti e teologi, per lavoratori e disoccupati, per manager e musicisti, per insegnanti e allievi, per scultori e sottocuochi, per giudici della corte suprema e cittadini anziani, per uomini e donne - come risposta alla crisi dell'euro! I giovani d'Europa non sono mai stati così istruiti, eppure si sentono impotenti di fronte all'incombente bancarotta degli Stati-nazione e al declino terminale del mercato del lavoro. Tra gli europei con meno di venticinque anni, uno su quattro è disoccupato. Nei tanti luoghi in cui hanno allestito campeggi e lanciato proteste pubbliche, i giovani defraudati dei loro diritti rivendicano giustizia sociale. Ovunque - la Spagna, il Portogallo, i paesi del Nordafrica, le città americane o Mosca - questa domanda sale con grande forza e grande fervore. Sta montando la rabbia per un sistema politico che salva banche mostruosamente indebitate, ma dilapida il futuro dei giovani. Ma quanta speranza può esserci per un'Europa che invecchia costantemente? (Continua...)
MONTI L'ESORCISTA
MONTI L'ESORCISTA

dal blog di Beppe Grillo

Monti sta facendo il lavoro sporco, quello che i partiti non possono più fare. Sta sciaquando i panni nella fogna, invece che in Arno. Del resto non ha scelta, ogni fiume d'Italia è una fogna, i corsi d'acqua differiscono solo per il numero di colibatteri. I "diritti dei lavoratori" sono diventati una frase senza senso, una giaculatoria da recitare in televisione da parte di sindacalisti assimilati al sistema come barboncini da diporto. La pensione è un ricordo dell'età dell'oro, destinata solo ai più fortunati come Amato, ma anche a Veltroni, Scalfari e alle mogli di Boss(ol)i e Bevtinotti. Loro sì che c'è l'hanno fatta nella vita. L'allungamento dell'età lavorativa ha due effetti, togliere qualche anno di serenità prima della morte a dei vecchi e impedire l'ingresso ai giovani nel mondo del lavoro. Avremo un esercito di anziani con la prostata un po' rincoglioniti che daranno la paghetta settimanale al figlio quarantenne disoccupato. Sono stampelle, appoggi necessari per tenere in piedi il Sistema. Monti è figlio di questo Sistema, forse il migliore in circolazione, ma non rinnegherà mai chi l'ha messo al mondo e curato amorevolmente fino ai settant'anni suonati....Continua...

AUTONOMIA CONTRO IL SISTEMA
AUTONOMIA CONTRO IL SISTEMA intervista a John Zerzan

In una recente intervista hai detto che in quest'epoca emergono filoni di pensiero che stanno mettendo in discussone efficacemente la modernità e il progresso. Che opinione hai del movimento della decrescita e della sua capacità di risposta alla crisi economica globale? Un paio di anni fa, a Barcellona, ci fu una discussione apprezzabile, soprattutto all'interno di un gruppo di francesi, su questa tendenza. Alcuni aspiravano ad integrarsi nel gioco parlamentare, cosa che penso sia una cattiva idea, ma non so che grado di radicalità implica la proposta. Da un lato, alcuni concetti non vanno troppo lontano, come le “città slow” , l'”alimentazione slow” o l'idea di semplificazione. Ma comunque non hanno molto seguito perché non attuano una critica alla totalità del fenomeno. Tutto il mondo va nella direzione della crescita industriale incontrollata: Cina, India e altri paesi avanzano con rapidità verso questa realtà. Così, la decrescita può essere desiderabile, però bisogna mettere in atto una lotta concreta contro tutte queste dinamiche, istituzioni e forze che spingono in un'altra direzione.
Continua...
BASTA CONCESSIONI
BASTA CONCESSIONI di Wendell Berry

Si stanno utilizzando armi economiche di distruzione di massa contro il nostro popolo, la versione “liberale” trasforma l'avidità nella virtù economica principale. Stiamo distruggendo il nostro paese, mi riferisco al paese in sé, al pezzo di terra. So che può sembrare terribile, però non c'è ragione per la disperazione, a meno che non decidiamo di continuare con la distruzione. Se decidiamo di andare verso quella direzione, non sarà perché non abbiamo altre opzioni. La distruzione non è necessaria. Non è inevitabile, anche se con la nostra attitudine sottomessa continuiamo a credere che sia così. Gli americani non hanno la fama di essere un popolo sottomesso, ma è comunque così. Altrimenti perché hanno permesso che il nostro paese venisse distrutto? Perché stiamo premiando chi ha distrutto? Perché stiamo, attraverso il potere che diamo alle multinazionali avide e ai politici corrotti, partecipando a questa distruzione? Tuttavia, la maggior parte di noi è ancora abbastanza sano di mente per non orinare nella proprie cisterna, però abbiamo permesso ad altri di farlo e li abbiamo ricompensati per questo. Li abbiamo ricompensati così bene che quelli che orinano nella nostra cisterna son quelli che possiedono le maggiori ricchezze.
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DECRESCITA: IDEE PER UNA CIVILTA’ POST-SVILUPPISTA
DECRESCITA: IDEE PER UNA CIVILTA’ POST-SVILUPPISTA di Gianni Tamino ,Paolo Cacciari, Adriano Fragano ,Lucia Tamai, Paolo Scroccaro, Silvano Meneghel

Dopo i libri ormai noti di Serge Latouche, Maurizio Pallante, Paolo Cacciari, Mauro Bonaiuti e altri ancora, compare in Italia un altro saggio sulla Decrescita, l’ultimo in ordine di tempo. Si tratta di un testo che non si sovrappone ai precedenti, nel senso che non si limita a ribadire o a chiosare tesi ormai ben conosciute negli ambienti della Decrescita e dell’ecologismo: ben di più gli autori, oltre a confermare l’importanza di dette tesi, cercano di spingersi oltre, e di sviluppare ulteriori potenzialità racchiuse nell’idea della Decrescita. Procediamo con ordine: innanzitutto si sottolinea che Decrescita evoca prioritariamente l’urgenza di una nuova direzione di civiltà, quale alternativa alla società della crescita illimitata: nonostante le riserve avanzate da alcuni critici, il termine, con la sua carica di sana provocazione, conserva una valenza assai positiva, anche perché evita le contaminazioni con lo “sviluppo sostenibile”, la cui ambiguità viene ormai denunciata da più parti (dato che in tale concezione la sostenibilità viene sostanzialmente neutralizzata e piegata alle esigenze dello “sviluppo”).
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DIETRO LE QUINTE DI UN BANCHETTO GRATUITO
DIETRO LE QUINTE DI UN BANCHETTO GRATUITO di Raj Patel

A chi, in fin dei conti, non piacciono le offerte gratuite? pioni gratuiti, giochi gratuiti, pranzi gratuiti, telefoni gratuiti, tv gratuita: alzi la mano chi non ha mai tratto ~che soddisfazione da beni del genere. Cosa c'è di male? perché, per utilizzare due frasi fatte trite e ritrite, nessuno nulla per nulla, e a caval donato non si guarda in bocca? risposta è nel sistema, nella conseguenza logica di ciò che accade quando corporation fredde e razionali incontrano esseri umani irrazionali, la cui irrazionalità si aggrava non appena nei supermercati e nei centri commerciali, in televisione e online vengono offerti beni gratuiti. La strategia è sempre la stessa. Le aziende adottano un modello commerciale in cui scommettono che offrendo gratuitamente qualcosa ai consumatori, questi verranno attratti a tornare nuovamente in negozio; inoltre, si spera che oltre a prendere l'articolo gratuito, i consumatori siano indotti a comprare qualcosa di un po' più caro, a consumare un po' più di quanto farebbero altrimenti, e magari a nutrire simpatia per la marca che gli offre il bene.
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TRANSITION NETWORK
TRANSITION NETWORK di Rob Hopkins e Peter Lipman

Introduzione. Negli ultimi anni, il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici hanno toccato l’interesse di molti; tuttavia spesso, in particolare per quanto riguarda il picco petrolifero, le soluzioni sul campo sono state deboli e deludenti. A partire dalla sua nascita a Kinsale nel 2005, l’idea della Transizione. 1 si è diffusa in maniera virale attraverso il Regno Unito e al di fuori di esso, fungendo da catalizzatore alle risposte a queste due sfide, sviluppate in seno alle comunità locali. Mentre la rete di Transizione, il nostro network, cresceva, crescevano anche gli interrogativi sul modo in cui questo movimento si sarebbe strutturato, interrogativi ai quali questo documento è un primo tentativo formale di fornire risposta.
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I PERICOLI DELLA MONDIALIZZAZIONE
I PERICOLI DELLA MONDIALIZZAZIONE di Serge Latouche

Questo sproposito, detto da un ministro algerino qualche anno fa, rivela in pieno lo spirito dell'epoca. La fede nel progresso ci coinvolge al punto da farci diventare inconcepibile il non andare avanti. Così ci ritroviamo a bordo di un bolide, che non ha retromarcia, né freni, né conducente. Non occorre essere profeti per prevedere il futuro di questa megamacchina. Essa può solo fracassarsi contro un muro o sprofondare in un precipizio. Le mucche pazze, le modificazioni genetiche e altri cloni non sono altro che i primi segni della grande implosione. La mondializzazione partecipa pienamente alla natura di questo processo. La presente opera -un vero compendio, poiché riunisce un gran numero di specialisti in tutti i campi considerati- esamina i differenti meccanismi del processo ed il suo impatto con tutti gli aspetti della vita; denuncia, inoltre, le false panacee e propone risoluzioni reali.
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1) VIETARE I DERIVATI AGLI ENTI PUBBLICI
2) ANNULLARE CONTRATTI ED INTERESSI GIA' APERTI
3)PERSEGUIRE GLI AMMINISTRATORI CHE LO HANNO FATTO


Ricordiamo che molti enti pubblici italiani, in questi anni, hanno acquistato derivati. I soldi dei cittadini se ne vanno in interessi verso le banche speculative che sono riuscite a sgraffignare questi tipi di contratti. Era successo 20 anni fa in Inghilterra, poi il governo inglese per legge proibì agli enti pubblici di farlo ed annullò tutti i debiti già contratti degli enti pubblici. C'è una memorabile puntata di REPORT che spiega il tutto molto bene. A quando in Italia ? Alleghiamo dal blog di Beppe Grillo un'altra interessante notazione:
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IL DISCORSO DI OBAMA
IL DISCORSO DI OBAMA Se c'è qualcuno lì fuori che ancora dubita che l'America sia un posto dove tutto è possibile; che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è vivo ai nostri tempi; che ancora mette il dubbio il potere della nostra democrazia: questa notte è la vostra risposta. E' la risposta delle code che si allungavano intorno alle scuole e alle chiese in numeri che questa nazione non aveva mai visto, della gente che ha aspettato tre e quattro ore, molti per la prima volta nella vita, perché credevano che questa volta dovesse essere diverso, che le loro voci potessero fare la differenza. E' la risposta che viene dai giovani e dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indigeni americani, gay, eterosessuali, disabili e no. Gli americani hanno mandato un messaggio al mondo: non siamo mai stati solo una lista di individui o una lista di Stati rossi e Stati blu. Siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d'America. E' la risposta che ha guidato quelli che si sono sentiti dire per tanto tempo di essere cinici e spaventati e dubbiosi su quello che possiamo ottenere, mettendo le loro mani sull'arco della storia e piegandolo una volta di più alla speranza di un giorno migliore. C'è voluto molto a venire, ma stanotte, per quello che abbiamo fatto in questo giorno in questa elezione in questo momento cruciale, il cambiamento è arrivato in America.Continua...
I SIGNORI DELLE AUTOSTRADE
I SIGNORI DELLE AUTOSTRADE dal blog di Beppe Grillo

Noi, i nostri padri, i nostri nonni abbiamo pagato le autostrade. Il loro costo è stato ammortizzato da anni. In Inghilterra e in Germania sono gratuite. In quei Paesi, i cittadini, in modo legittimo, le usano senza pagare due volte. Le hanno già finanziate, sono roba loro. In Italia le autostrade sono state regalate ai concessionari come Benetton che guadagnano miliardi di euro senza nessun rischio nè investimenti di capitale. I miliardi dei pedaggi vengono poi investiti in ogni tipo di business e per finanziare i partiti. Le autostrade devono diventare gratuite. Non abbiamo pagato per decenni le tasse per arricchire Benetton e soci. Per le nuove autostrade il discorso è diverso, chi vuole la concessione ci metta i suoi soldi. Per le autostrade già esistenti dobbiamo dire basta al pizzo dei concessionari. Nei prossimi giorni lancerò una campagna di disobbedienza civile, sarò io il testimonial. Prima di ascoltare l'intervista al professore Giorgio Ragazzi, autore del libro: "I signori delle autostrade", vi faccio una raccomandazione. Prendete una camomilla doppia e non indossate nessun maglione della Benetton. Potreste mangiarlo. Continua...
DEMOCRAZIA IRRESPONSABILITA' CORRUZIONE
DEMOCRAZIA IRRESPONSABILITA' CORRUZIONE Domenica 14 ottobre è andata in onda su RA3 la consueta puntata di Report. Una inchiesta giornalistica da cui si comprende con chiarezza che una moltitudine di amministratori locali (comuni, provincie, regioni) si sono indebitati in modo sconsiderato con banche e finanziarie acquistando contratti swap. Il Sole24ore del 17 ottobre precisa che sono oltre 900 le amministrazioni pubbliche che hanno stipulato questi tipi di contratti realizzando una esposizione verso le banche di oltre 10 miliardi di euro. Entro pochi anni questa sarà la cifra che le amministrazioni dovranno sborsare a rate alle varie banche e ancora una volta saranno pagati con i quattrini dei cittadini. Altro che Stato al servizio dei cittadini ! Questo concetto è ormai una scusa per dare mano libera ad un ceto politico irresponsabile e delinquenziale (di destra e di sinistra).Tra questi enti si distingue la regione Piemonte di Mercedes Bresso (100 milioni euro) e la regione Campania (30 milioni di euro) che si è indebitata con la banca d’affari in cui lavora il figlio di Bassolino. In fondo all’articolo i link di approfondimento con le descrizioni dettagliate di questa faccenda. Continua...
DOLLARO CONTRO EURO
DOLLARO CONTRO EURO

Mark Phillips

Il presidente Nixon ha tolto la valuta statunitense dal sistema monetario aureo nel 1971. Da allora, la fornitura mondiale di petrolio è stata trattata in dollari a corso forzoso, facendo del dollaro la valuta pregiata dominante il mondo.
Gli altri Paesi devono fornire gli Stati Uniti di merci e servizi in cambio di dollari…che gli USA possono stampare liberamente. Per acquistare energia ed estinguere eventuali debiti con il FMI, tutti i paesi devono possedere ingenti riserve in dollari.
Il mondo è vincolato a una valuta che un solo paese può produrre a volontà.
Ciò significa che, oltre a controllare il commercio mondiale, gli Stati Uniti importano notevoli quantità di merci e servizi a costi relativi molto bassi. L’euro ha iniziato a emergere come una seria minaccia per l’egemonia del dollaro e per il predominio economico statunitense. Il dollaro può anche prevalere in tutto l’emisfero occidentale, ma si scontra con l’euro nell’ex Unione Sovietica, in

VOGLIAMO UN MONDO A BASSA VELOCITA'
<B>VOGLIAMO UN MONDO A BASSA VELOCITA' </b> Maurizio Di Gregorio

C’era una volta a nord di Torino una valle che si chiamava Val di Susa  in cui gli abitanti compresero che Governo e Partiti stavano preparando ai danni loro e di tutta la zona una truffa colossale: accampando la scusa della necessità e del progresso necessario nei trasporti, volevano costruire una nuova ferrovia ad alta velocità che passava per la loro valle ed entrava poi sotto la montagna per 57 km. per sbucare in Francia. Il motivo, veniva detto loro, era la necessità di spostare velocemente tante tonnellate di merci che sarebbero dovute arrivare dalla Russia per raggiungere la Francia.
Continua...
.....E CONTINUANO A CHIAMARLA DEMOCRAZIA
<b>.....E CONTINUANO A CHIAMARLA DEMOCRAZIA </b> Mariagrazia De Cola

Avrei proprio bisogno di parole nuove, non logorate e abusate, per esprimere veramente quello che sento dentro al cuore, dopo quanto è successo la scorsa notte in Val di Susa, al presidio dei No Tav.
Berlusconi, l’impunito, e i suoi accoliti, si ripetono, non gli è bastata la notte della “Diaz” di Genova, nel luglio di 4 anni fa. Ci hanno preso gusto e ora il Governo attacca senza pietà, a sangue freddo, senza nemmeno una provocazione diretta, inermi cittadini, nel sonno, che hanno il solo difetto di voler difendere la propria salute, il proprio territorio, le proprie radici, di non voler sprecare denaro pubblico e di volerci veder chiaro in questo “pasticciaccio dell’alta velocità”.
Continua....
DIARIO GENOVESE
Per non dimenticare

<b>DIARIO GENOVESE <br> Per non dimenticare </b>

Mariagrazia De Cola
luglio 2001
E' passato poco più di un mese dall'incubo di Genova e ancora non mi do' pace, ne risento gli effetti soprattutto psichici ed emotivi. E' a Genova che penso al mattino quando mi sveglio. E' Genova che mi accompagna la sera alla soglia del sonno. Sonno agitato, sogni ricorrenti, bruschi risvegli. E' Genova il mio pensiero fisso durante il giorno, che si intrufola ancora costantemente nella mia mente in questo fine agosto assolato, in queste notti di calma estiva qui in campagna, in compagnia dei grilli. No, la mia mente, il mio cuore, il mio tutto non è andato in vacanza, ha voluto continuare ad esserci a Genova, mentalmente, sempre presente, per non abbassare la guardia della memoria, degli avvenimenti, di quanto accaduto, di questa pagina nera della storia italiana.
Esserci a Genova, era questo che volevo, e
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NOCOCACOLA: boicottaggio, carovana in Colombia e azioni di protesta a Roma
<B>NOCOCACOLA: boicottaggio, carovana in Colombia e azioni di protesta a Roma </b> In Colombia dal 1991 al 2003 sono stati assassinati 2015 sindacalisti. Le responsabilità delle multinazionali
L’iniziativa della Carovana Internazionale per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori colombiani, promossa dalla Confederazione Unitaria dei Lavoratori (CUT) colombiana è per sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale la difficile situazione del sindacalismo in Colombia, paese in cui dal 1991 al 2003 sono stati assassinati 2015 sindacalisti, cioè l’80% dei sindacalisti uccisi in tutto il mondo.
Alla conferenza stampa, nel corso della quale è stato presentato un dossier sulle violazioni dei diritti umani a danno dei sindacalisti colombiani,
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